“VERAMENTE” FALSO – A Casoria la centrale del falso d’autore, pronto per essere venduto nei negozi coi prezzi imposti dalle aziende di moda

hogan

CASORIA – Meglio dei cinesi e delle fabbriche lager del Vietnam (ultima frontiera per gli imprenditori tessili inamidati della Napoli bene). E soprattutto, questa volta i “falsi d’autore” erano pronti per l’ingresso nell’alta società, nelle vetrine dei negozi d’alta moda, in quanto avevano già apposto il prezzo imposto dalla casa madre.

In un solo giorno erano in grado di produrre più di mille pantaloni di qualsiasi griffe. Perché nella piccola fabbrica di appena sessanta metri quadrati, in via Repubbliche Marinare a Casoria, scoperta dalla guardia di finanza, il lunedì clonavano i jeans Armani, e il martedì, a seconda delle richieste del mercato, erano in grado già di cucire pantaloni di Dolce e Gabbana. Quando i finanzieri della compagnia di Afragola hanno fatto irruzione nei locali hanno scoperto che la griffe clonata era quella di Harmont & Blaine, la marca del bassotto. I militari del nucleo mobile della compagnia di Afragola, diretta dal capitano Sergio De Sarno, hanno trovato e sequestrato oltre 115.000 pezzi, tra prodotti di abbigliamento già pronti e chiusi nelle confezioni di vendita, etichette, bottoni, e oltre cinquantamila accessori delle marche D & G, Fred Perry, Monclair, Burberry, Refrigewear, Armani jeans e altre griffes. Nei locali, i finanzieri hanno sorpreso il titolare, Ottavio Fusco, 60 anni, di Napoli, in compagnia della moglie e della figlia. Il falsario della moda, ha dichiarato di essere l’unico responsabile della piccola fabbrica e che i suoi familiari erano presenti solo occasionalmente. L’uomo è stato denunciato a piede libero per fabbricazione di articoli coperti da marchio commerciale contraffazione, frode in danno delle industrie nazionali, frode in commercio, vendita di prodotti falsi e ricettazione. Sul posto è intervenuto anche un ispettore del marchio del bassotto, che solo dopo una lunga ispezione ha accertato che i pantaloni con il marchio Harmont & Blaine trovati in via delle Repubbliche Marinare, pur confezionati con un’ottima manifattura erano inevitabilmente falsificati. Secondo gli inquirenti i prodotti non sarebbero finiti sulle bancarelle dei mercati rionali, ma destinati alla normale rete di vendita. I pantaloni pronti avevano infatti segnato il prezzo imposto dalla casa madre.

l’Ora Vesuviana on-line

redazione@loravesuviana.it

Annunci