CRISI NEL PDL – Nicola Cosentino chiama a raccolta i suoi contro chi (i “froci”) da Roma decide le sorti politiche campane

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Ci sono “froci” a Roma che gestiscono le sorti della politica in Campania? E soprattutto, chi sono, se ci sono? Nicola Cosentino smentisce di aver detto una frase del genere e chiama a raccolta i suoi contro la candidatura quasi certa di Mara Carfagna alla Regione Campania, per le elezioni del 2010.

“Basta con questa politica fatta da froci che credono di poter decidere, stando a Roma, il destino politico della Campania e di Caserta”, urla il sottosegretario all’Economia (e possibile candidato per la presidenza della Regione) che, prima di lanciarsi nell’invettiva, si era guardato attorno e aveva premesso: «Tanto la posso dire: siamo tra di noi, siamo tra amici». Ma non è proprio così. Un passo indietro. Due sere fa Cosentino riunisce 25 parlamentari campani del Pdl per discutere l’approvazione di un documento da presentare ai coordinatori nazionali e a otto ministri, stamattina a Napoli. Ufficialmente è per chiedere una “consulta permanente da utilizzare come interlocutore del governo in merito alle scelte della nostra Regione” ma dietro c’è un atto di forza per rivendicare la sua  candidatura alla Regione che, stando ai giornali vicini al Cavaliere, sarebbe già cosa fatta per la ministra Mara Carfagna. E il suo esercito riunitoal Crown Plaza di Caserta è con lui, nonostante il vice portavoce del Pdl in Parlamento Italo Bocchino, lo inviti a fare uno (forse anche 3) passi indietro. L’ex ministro delle comunicazioni Mario Landolfi, è chiaro: “Sosterremo Cosentino, sempre. Siamo con lui”. E tutti assieme a dire “basta” alla politica fatta nei palazzi romani che impone le scelte dei candidati in Campania. “Occorre un’inversione di rotta qui in Campania e Caserta è la locomotiva organizzativa del movimento del Pdl. Basta con la politica fatta da froci che tendono a minare questo tipo di rivendicazione”. Poi il ridimensionamento di tutto. “Non vi era alcuna intenzione polemica nell’intervento. Le frasi che mi sono state attribuite, sono evidentemente frutto di una falsa o cattiva interpretazione. La mia idea e quella dei parlamentari verte su una semplice equazione: il territorio che, grazie soprattutto al carisma di Berlusconi, è stato protagonista delle vittorie, rivendica oggi un ruolo da protagonista. Un ruolo che anche i palazzi della politica devono riconoscergli. Soprattutto adesso che ci troviamo a confrontarci con quello che è sempre stato il nostro principale obbiettivo: il governo della Regione Campania. Si tratta, quindi, di un’assunzione di responsabilità, tesa a evitare un possibile esproprio delle prerogative”. Ma chi sono (o sarebbero) i froci che decidono dai palazzi romani?

l’Ora Vesuviana on-line

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