Massa di Somma: Partiti della bufera. Sindaco e vicesindaco non partecipano al congresso del Pd e intanto Ciano (Pdl) messo fuori dal gruppo consiliare lancia la sua candidatura a sindaco per il centro destra

giunta-zeno-massa-di-sommaMASSA DI SOMMA – Quello appena passato è stato un fine settimana molto importante per il Pd massese che si è riunito per discutere e per votare le tre mozioni congressuali che dovrebbero condurre all’elezione del segretario nazionale e del segretario regionale. Se la partecipazione al voto è stata soddisfacente e il dibattito congressuale non è stato motivo di polemica, ciò che ha fatto emergere non poche critiche è stata l’assenza dei due vertici amministrativi: il sindaco Antonio Zeno e il suo vice Rosanna Olimpo, entrambi del Pd. Se il vice sindaco non ha potuto partecipare alla fase congressuale poiché non ha rinnovato la sua tessera al partito, diverso è il caso del sindaco che ha così commentato la sua scelta: «A Massa di Somma non esiste ancora il Pd. Dal gruppo dirigente ancora una volta non è arrivato uno stimolo ad attivarsi. E se proprio vogliamo dirla tutta secondo i termini del regolamento la fase congressuale potrebbe anche essere invalidata poiché non è stato formalizzato agli iscritti un invito alla partecipazione al congresso, come richiesto dallo statuto». A Zeno ha replicato Mario Lanza ultimo segretario Ds massese nonché eletto come delegato per la mozione Bersani. «Il Pd cittadino – ha dichiarato Lanza – è in salute e ciò è testimoniato dalla buona partecipazione dei tesserati. Purtroppo si evidenzia l’assenza del sindaco e il mancato rinnovo del tessera del vice sindaco che per questo motivo non ha potuto partecipare alla fase congressuale». Anche il consigliere comunale Raffaele Savarese, esponente locale dell’area Franceschini è intervenuto sulla vicenda: «L’assenza dei vertici istituzionali è inspiegabile in un momento così delicato per il partito. Mi auguro che almeno per le primarie di ottobre, un evento importante del nostro partito, gli amministratori del Pd si attivino per mobilitare l’elettorato». In casa del Pdl intanto cresce la polemica interna al partito. Da un lato i due consiglieri provenienti da An Ciro Boccarusso e Antonio Battaglia e dall’altro Matteo Ciano da qualche mese entrato nel gruppo del Pdl dopo l’esperienza nella giunta del sindaco del Pd Antonio Zeno. Causa della polemica: il dissociarsi di Ciano da un manifesto in cui il gruppo consiliare del Pdl attaccava aspramente l’operato della maggioranza. Dopo la polemica è arrivata la presa di posizione del gruppo consiliare del Pdl che ha deciso di allontanare il dissidente. Antonio Battaglia ha così argomentato tale scelta: «Atto dovuto a causa dei continui atteggiamenti del consigliere Ciano che prima in consiglio comunale sostiene la critica alla giunta Zeno e che poi rinnega se stesso quando viene fatto affiggere il manifesto che riporta proprio quella critica». Ciano non solo rimanda le accuse al mittente ma addirittura rilancia accusando i due consigliere ex An di non rappresentare il Pdl. «Il manifesto da cui ho preso le distanze era fatto solo di attacchi personali e non politici. Il Pdl ha bisogno di nuovi dirigenti e per questo motivo sicuramente sarò il prossimo candidato a sindaco per il Pdl e darò una lezione alla sinistra e a chi per diverse volte si è candidato come sindaco per il centro destra senza mai riuscirci». Riferimento quest’ultimo diretto a Ciro Boccarusso, candidato a sindaco nel 2006 per il centro destra che ha così replicato: «Ciano è la vergogna politica di questo paese. E’ una persona inaffidabile che dice di voler spazzare via la sinistra massese ma dimentica che è stato per diversi anni un suo esponente. Ciano – ha concluso Boccarusso – è stato prima nel Pci poi in Forza italia, è passato prima nei Ds e poi nei Verdi per finire oggi nel Pdl».
Salvatore Esposito

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