IL CARCERE CAMBIA – Il cappellano di Poggioreale propone “momenti di intimità” dei detenuti con le mogli e l’adozione dei criminali da parte delle parrocchie

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NAPOLI – Misure alternative obbligatorie fino a quattro anni di reclusione; “adozione” dei detenuti da parte delle parrocchie; una nuova “disciplina dei rapporti” affettivi tra detenuti e coniugi, che tradotto significa la possibilità, per i reclusi, di avere momenti di intimità con la propria moglie o il proprio marito. Sono le proposte di legge del Movimento “Uomo Nuovo”, promosso da don Franco Esposito, cappellano del carcere di Poggioreale di Napoli e direttore dell´ Ufficio diocesano per la Pastorale Carceraria, che saranno presentate il prossimo 26 settembre alla presenza del cardinale Crescenzio Sepe.

Una sorte, quella dei detenuti, che sta molto a cuore al cardinale, tanto che “un anno e mezzo fa – spiega don Franco – ha dato l´ input per la creazione di questo ufficio”. “Non si tratta di mitigare le pene o addolcire il carcere –  precisa subito il sacerdote – soprattutto in un periodo come questo, in cui è molto forte la domanda di sicurezza dei cittadini”. Ma di ridare all´ esperienza detentiva il suo significato originario: “rieducare il detenuto e reinserirlo nella società”. “Il nostro sistema attuale non aumenta la sicurezza: le persone entrano arrabbiate e ne escono ancora più arrabbiate, si trasformano da colpevoli in vittime e, quando escono, ritornano a delinquere sentendosi nel giusto, quasi fosse una forma di rivalsa”, prosegue don Franco. Durante i cinque anni trascorsi come cappellano a  Poggioreale, don Franco matura la convinzione che “la detenzione non sia la risposta giusta alla voglia di sicurezza, se attuata in queste forme, poiché isola le persone dalla famiglia e dalla società”. In particolare pensa ai detenuti “a lunga scadenza, come gli ergastolani che avrebbero diritto ad un momento di intimità con la propria moglie”.
“Ha mai visto la sala degli incontri di Poggioreale? – conclude don Franco – in uno stanzone di 200 metri quadrati ci sono centinaia di persone che parlano, urlano; ci sono bambini piccoli, parenti, amici. Stare un po´ di tempo, in tranquillità, con il coniuge è un diritto. E´ un modo per non abbrutirsi”.

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