GIOCHI PERICOLOSI – Sparano dal balcone di casa, riducono in fin di vita un marocchino

poggiomarino_marocchino_feritodi Francesco Gravetti – POGGIOMARINO – Uno ha messo a disposizione il balcone di casa, l’altro l’arma: un fucile ad aria compressa capace di sparare micidiali pallini di metallo. Il terzo, un minorenne, stava a guardare. Insieme hanno dato vita a un micidiale tiro a segno, quasi si trattasse di un gioco. Un marocchino di 32 anni, il più debole che si trovava a passare, è diventato il bersaglio e per poco non ci ha rimesso la vita: un pallino si è conficcato nella spalla ed è arrivato fino al fegato lesionandolo: l’immigrato, sottoposto a un delicato intervento chirurgico all’ospedale di Sarno, ora è in prognosi riservata. In manette due dei tre balordi, il terzo non è imputabile perché minorenne. Luigi Sorrentino, di 19 anni, e Giovanni Carotenuto, di 20, sono da ieri al carcere di Poggioreale, su disposizione del pm di Torre Annunziata, Sergio Raimondi, che non ha voluto saperne di usare provvedimenti alternativi, come i domiciliari o la denuncia a piede libero.

Per il magistrato, i due giovani sono accusati di tentato omicidio e almeno fino all’interrogatorio di lunedì rimarranno in cella, mentre la posizione del minorenne sarà vagliata successivamente.  Dal balcone della casa di uno di loro, in via Nappi, hanno sparato con un fucile ad aria compressa alla schiena di Rachid Aouam, un marocchino che attraversava la strada in bicicletta con le buste della spesa appese al manubrio. Lo straniero ha avvertito subito una fitta, poi ha visto il sangue ed è svenuto. Soccorso dai passanti, è stato portato all’ospedale «Martiri del Villa Malta» di Sarno, dove i medici gli hanno estratto il pallino di metallo che aveva toccato il fegato. Non è in pericolo di vita e nel pomeriggio di ieri ha anche lasciato la terapia intensiva, ma se l’è vista davvero brutta. A risalire ai responsabili dell’assurdo gesto sono stati i carabinieri diretti dal maresciallo Salvatore Russo. Ci hanno messo poco, i militari: prima hanno ascoltato il marocchino e i pochi passanti, poi hanno messo sotto torchio i due amici. Sorrentino e Carotenuto in un primo momento hanno negato, poi sono crollati: hanno ammesso che sono stati loro a sparare, ma che non volevano uccidere Rachid. «Puntavamo alle ruote della bicicletta, non immaginavamo di colpire il marocchino alla schiena», hanno detto in lacrime, tardivamente consapevoli. E il razzismo, hanno sottolineato, non c’entra nulla: «Non siamo razzisti», hanno giurato ai militari. Secondo i riscontri dei carabinieri della compagnia di Torre Annunziata, coordinati dal capitano Luca Toti, il 32enne extracomunitario passava tutti i giorni per via Nappi e non è escluso che i due balordi lo abbiano individuato come un soggetto debole, facile da colpire e incapace di difendersi. Residente a Poggiomarino da lungo tempo, Rachid vive in una casa modesta con altri connazionali e non ha il permesso di soggiorno. Nel parapiglia successivo allo sparo ci ha rimesso anche la bicicletta: qualcuno l’ha fatta sparire. Trovato e sequestrato, invece, il fucile ad aria compressa di proprietà di Carotenuto. È un’arma che si compra nei negozi, senza bisogno di licenza. Per loro era poco più di un passatempo. Studente l’uno, disoccupato l’altro (questa estate ha fatto il cameriere a Palinuro), i due ragazzi non hanno precedenti penali, non fanno uso di droghe e sono di buona famiglia. Per il sindaco Vincenzo Vistola «si tratta di un episodio gravissimo, assolutamente da condannare». Ma la cittadina ci tiene a sottolinearlo, non è razzista: «Qui c’è una tradizione di integrazione e tolleranza. Da anni gli stranieri che lavorano sono ben accolti. Fatti del genere non erano mai accaduti in passato».
di Francesco Gravetti da http://www.ilmattino.it

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