CASA BASSOLINO – Il Governatore parla di pregiudizi e dell’esigenza di un Partito del Sud, intanto dopo monnezzopoli, il crack della sanità in Campania e la disfatta del Pd resta al suo posto. E rilancia la candidatura (sua) a sindaco di Napoli

bassolino

Ci sono le notizie, è vero e poi ci sono i pregiudizi. Di notizie e di pregiudizi parla il governatore della Campania Antonio Bassolino nel suo blog (www.antoniobassolino.it seguitissimo e criticatissimo) in merito alla chiusura (e poi riapertura) della Grotta azzurra a Capri per un presunto (poi smentito) inquinamento dello specchio d’acqua ormai internazionale, Bassolino entra nel merito.

“Poche aree dell’Italia possono dirsi immuni da seri problemi di doverosa tutela: basta ricordare le mucillagini dell’Adriatico, rocce delle Dolomiti che si staccano – a dispetto di quello che dice il razzista Borghezio – il disboscamento pauroso, il Po ridotto in molti tratti a fogna a cielo aperto e sottoposto a continua rapina di sabbia dei fondali”. La questione, da ambientale, poi, diventa politica. “Ma, poi, è soprattutto il Sud a fare clamore: in parte giustamente perché i problemi si presentano in modo più serio e più grave, ma per altri aspetti in modi forzati, strumentali e spesso superficiali.  Ecco, le notizie sono notizie, vanno date, analizzate e commentate. I pregiudizi, invece, sono pregiudizi, ne vediamo tanti nei confronti del Sud. Quando, infatti, parlo, a proposito di Mezzogiorno, di un nuovo movimento, che è tutt’altra cosa rispetto ad un Partito del Sud, non mi riferisco soltanto ad azioni e iniziative politiche culturali che restituiscano l’orgoglio di essere meridionali e valorizzino le ricchezze del Mezzogiorno. Ma sono convinto che occorra recuperare la capacità di guardare in faccia ai problemi del Sud, così come sono, e dunque ai suoi vizi interni. È così giusto mettere l’accento sui doveri oltre che sui diritti del Mezzogiorno e lavorare per radicare sempre di più una nuova coscienza pubblica, sociale e civile che abbia nel rispetto e nella tutela della legalità il suo valore fondativo e unificante”. Seguendo la linea tracciata dal Governatore, che nonostante i processi per monnezzopoli, nonostante i numerosi rinvii a giudizio e nonostante lo sfacello del suo partito e gli accordi prima presi e poi saltati con De Mita e co., resta sempre lì, è doveroso affermare che almeno rispetto al suo operato i giudizi da prendere (perché un amministratore va giudicato per quello che fa) sono tutti post e non pre. Questioni di preposizioni. E Bassolino che prima ha disegnato un’area da cementificare a Nord di Napoli (la sua Afragola, sorta sui terreni inquinati da sempre gestiti dalla camorra che ancor prima di Casal di Principe di Cicciotto ‘e mezzanotte, di Sandokan Schiavone e dei Casalesi) dotando con apposite varianti ai Prg comunali quei territori di grossi insediamenti commerciali (che equivalgono ad un grosso indotto occupazionale e quindi per un politico di lungo corso come il caro Antonio, a voti) e poi ha desertificato un’altra area decidendo senza mai motivarne le scelte di dislocare tutti i servizi (tutto l’hinterland vesuviano) al punto di offrire (poi non se ne è più parlato) 30.000 euro a chi decidesse di spostarsi lasciando la propria casa a causa di un Vesuvio che stava lì lì per eruttare, nonostante le smentite a caratteri cubitali sui giornali (anche quelli internazionali) di scienziati accreditati, certe cose le sa. Non può sottrarsi ai giudizi. Dovrebbe dire la verità e accettare il fatto (dato) che da Governatore della Campania ha fallito. Finito il risorgimento napoletano che ha trasformato piazza del plebiscito da parcheggio a cazzeggio e ha creato non una ma 100 lobby di potere tutte allineate e coperte a Bassolino, cosa resta del suo operato? Cosa ha fatto? In che stato versa la nostra regione? Borghezio a parte (alcuni leghisti andrebbero denunciati per quello che fanno e dicono) come sta la Campania che una volta era felix e oggi è devastata dalla camorra, dagli appalti truccati e dalla munnezza? Se dovessimo tirare i conti, senza immischiarci nel politichese, tanto caro agli zerbini bassoliniani (tutti nei libri paga di Comune e Regione) quali sono le opere per cui il Governatore decide di non dimettersi pur avendo fallito? E se poi (come si dice proprio tra i suoi fedelissimi, divisi sempre tra scandali e procedimenti penali: vedi l’europarlamentare Andrea Cozzolino) fosse vera la volontà di candidarsi al dopo Iervolino (altra santa donna azzeccata alla poltrona e non si spiega bene il perché, avendo fatto di tutto all’interno della nostra cara, bella e sgangherata Italia) al Comune di Napoli? Dal canto suo il Pdl, non ne azzecca una. Tranne qualche sindaco di frontiera e di buona volontà, chi mette a capo degli enti istituzionalmente preposti a governare la regione e la provincia? Luigi Cesaro, il presidente, da Sant’Antimo è tra i nomi che i pentiti di camorra hanno fatto (assieme la coordfinatore regionale del Pdl Nicola Cosentino) per lo scandalo rifiuti in Campania e per il business gestito dalla camorra del cartello die Casalesi (clan Bidognetti, Schiavone, zagaria, Iovine) per il nome da candidare alla regione, saltata l’ipotesi Cosentino, si è parlato di qualche ex velina o di qualche industriale che negli anni tranne i propri interessi cosa ha fatto per la collettività?

Allora, caro Governatore, come vede non ci sono pre-giudizi nei suoi riguardi. Non stando nei suoi libri paga per finanziemtni all’editoria, non avendo associazioni finanziate a livello regionale o feste di piazza con budget da capogiro da farci finanziare, possiamo tranquillamente chiderle: Perché non si dimette e si fa un sano esame di coscienza? Perché non agisce da uomo politico (e qui destra e sinistra non c’entrano niente, soprattutto se siede a tavola con chiunque pur di accrescere il suo potere: vedi Lombardo) e con sanità mentale decide di starsene a casa a godersi le pensioni e i soldini che tanta carriera politica le hanno portato? Ci sta un operaio della Fiat, Enzuccio Lubrano, che è comunista da una vita e non vota più. Dice che la colpa è sua.

Paolo Perrotta

l’Ora Vesuviana on-line

redazione@edizionidelvesuvio.com

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