LA MALEDIZIONE DI DIO – Il cardinale Crescenzio Sepe, bacchetta tutti: “Chi nega lavoro ai giovani è maledetto da Dio”. E Santa Patrizia fa il miracolo

crescenzio sepe

NAPOLI – “Chi nega un lavoro ai giovani è maledetto da Dio”. Questo il monito del cardinale Crescenzio Sepe, arcivescovo di Napoli, durante l´omelia celebrata in occasione della festività di Santa Patrizia, compatrona di Napoli.  Ai giovani, ai tanti giovani che hanno affollato la chiesa dedicata alla Santa, che si trova a San Gregorio Armeno, il cardinale ha rivolto il suo pensiero e il suo sostegno

. “I nostri giovani – ha detto Sepe – hanno bisogno di realizzarsi attraverso un lavoro degno e sicuro, chi lo nega loro è maledetto da Dio”. Un appello, infine, quello che il cardinale Sepe ha rivolto ai tanti fedeli presenti in chiesa: “Se vogliamo che la nostra società sia più bella, più giusta e più sana – ha detto – dobbiamo contribuire con le nostre forze facendoci guidare da Cristo”.  PIU´ GIUSTIZIA CONTRO PREPOTENZA E CAMORRA Serve più giustizia, nella società italiana, per difendere i giusti da prepotenza e camorra: lo ha detto oggi l´arcivescovo di Napoli, card.Crescenzio Sepe, nell´omelia della messa che ha accompagnato la reiterazione del miracolo della liquefazione del sangue di Santa Patrizia, compatrona della città. “In un contesto sociale in cui la prepotenza sembra essere la legge comune – ha detto Sepe – dove chi vuole dimostrare di essere forte non ha paura di offendere e calpestare i diritti altrui, fino ad ucciderlo, non c´é traccia della mitezza di Dio. Chi agisce in questo modo, anche nei nostri territori vessati dalla prepotenza e dalla camorra – ha proseguito il cardinale Sepe – si condanna alla disperazione e a una vita infernale avendo dimenticato la misericordia di Dio”. Giustizia: “ecco che cosa serve – ha insistito Sepe, per migliorare la nostra società”, di Napoli non ha dimenticato quanti sono soli e vivono nelle difficoltà. “Ingiusti – ha aggiunto il cardinale – sono coloro che lasciano soli malati e anziani, quanti non danno un lavoro dovuto a chi ha famiglia”. Un appello, infine, quello che il cardinale Sepe ha rivolto ai tanti fedeli presenti in chiesa: “Se vogliamo che la nostra società sia più bella, più giusta e più sana – ha detto – dobbiamo contribuire con le nostre forze facendoci guidare da Cristo”. NON VOLGERE SGUARDO DAVANTI A NAUFRAGHI “Lontani da Dio e non misericordiosi”: così l´arcivescovo di Napoli, card. Crescenzio Sepe, ha definito oggi “quanti non prestano soccorso a chi ne ha bisogno”, riferendosi alla vicenda dei naufraghi eritrei. “Che cosa si può mai dire – ha aggiunto Sepe all´omelia della messa in occasione di Santa Patrizia, compatrona di Napoli – di coloro che volgono lo sguardo altrove quando vedono dei naufraghi che chiedono aiuto e di quanti negano asilo ai bisognosi?”. Parole pronunciate a pochi giorni dalla tragedia che si è consumata nel Canale di Sicilia nella quale, secondo il racconto dei cinque sopravvissuti, sarebbero morti 73
eritrei.

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