LA GROTTA DEGLI ORRORI – Nel foggiano il cimitero della camorra: ritrovati i corpi dei boss del vesuviano ammazzati nelle faide di camorra

omicidi di camorra

SAN MARCO IN LAMIS (FOGGIA) – Il cimiero della camorra nel foggiano. Si sono concluse nel pomeriggio di ieri le operazioni di recupero del quarto scheletro trovato ieri all´interno della grotta di Zazzano, la cosiddetta ´Grotta degli orrori´ nelle campagne di San Marco in Lamis, nella quale nei giorni scorsi furono trovati i resti di altre tre persone.

Su questi ritrovamenti indagano i carabinieri. Gli speleologi sono scesi all´interno della grotta con una barella per recuperare i resti umani che saranno consegnati all´Istituto di medicina legale degli Ospedali Riuniti di Foggia. Lo scheletro era stato individuato ieri da un gruppo di speleologi durante scavi: si presentava quasi completo, sepolto da terriccio e fango; il cranio, avvolto in una busta di plastica, ha due fori nella parte occipitale sinistra che si presume siano stati provocati da colpi di arma da fuoco. Se la circostanza sarà confermata dalle analisi cui verrà sottoposto lo scheletro, si sarà in presenza con ogni probabilità di una esecuzione mafiosa. Sarebbe questa una ulteriore conferma all´ipotesi che la grotta sia stata utilizzata negli anni come cimitero della mafia, luogo pressoché inaccessibile dove sono stati gettati i corpi di persone uccise probabilmente nell´ambito della faida del Gargano, ma non solo. Gli investigatori dell´Arma considerano plausibile qualunque ipotesi, anche che la grotta Zazzano possa essere servita per nascondere il cadavere di qualche camorrista. Ipotesi avanzata anche in considerazione del fatto che alcuni anni fa, il 14 novembre del 1993 nella grava denominata ´Palla Palla´, sempre nel territorio di San Marco in Lamis, furono trovati i cadaveri di due camorristi vesuviani, Raffaele Terracciano (‘o becchino) e Aniello Anastasio (‘o camel) i cui omicidi furono attribuiti alla famiglia Romito, ma legati alle famiglie che negli anni si facevano spazio sotto il Vesuvio in contrapposizione ai vecchi equilibri caduti dopo la disfatta della Nco di Raffaele Cutolo. Fu grazie alle dichiarazioni del collaboratore di giustizia ed ex camorrista Antonio Riccardi, nel marzo del 2004, che si poté identificare i due cadaveri ritrovati nella grava. Il pentito asserì tra l´altro che il duplice omicidio era una sorta di scambio di favore fatta per l´uccisione di un appartenente alla famiglia Basta che si contrapponeva ai Romito.

l’Ora Vesuviana on-line

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