PUBBLICITA’ E CAMORRA – Come ‘o Sistema gestisce la pubblicità trasformandola in tangente. Un arresto nel clan dei frateli Russo

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La pubblicità è in crisi? Il settore al collasso? Non per le casse della camorra. Estorsione e illecita concorrenza mediante minacce e violenze, il tutto con l´aggravante di aver agito per favorire il clan Russo: con questa accusa è stato arrestato dai carabinieri Vincenzo Viscolo, 34 anni, di San Giuseppe Vesuviano.

Nel corso della stessa operazione, i militari del nucleo investigativo del gruppo di Castello di Cisterna hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo delle quote e dei beni della Mediafabric srl, azienda impegnata nel settore pubblicitario, intestata per metà alla nuova del capoclan latitante Pasquale Russo. Ditta il cui fatturato, secondo gli investigatori, finanziava la latitanza di Pasquale Russo e del fratello Salvatore. In base agli elementi raccolti dagli investigatori, la Mediafabric avrebbe decuplicato in tre anni il proprio volume d´affari, a tutto beneficio delle casse del clan, grazie ai ripetuti danneggiamenti delle imprese concorrenti nella zona nolana e alle minacce rivolte ai rispettivi titolari, azioni queste ultime che vedevano tra i protagonisti Vincenzo Viscolo. Secondo i carabinieri, l´attività della Mediafabric, che ha sede a Nola, era tra le principali fonti di finanziamento della latitanza dei fratelli Pasquale e Salvatore Russo, alla guida dell´omonimo clan e inseriti da oltre dieci anni nell´elenco dei 30 latitanti più pericolosi.

l’Ora Vesuviana on-line

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