LA TERZA REPUBBLICA – La procura indaga intorno a Roberto Conte: tra business d’impresa joint venture, formazione professionale e banchetti pagati coi soldi della Regione

 

Joint venture, business d’impresa, formazione professionale. Ma anche allestimenti e supporti per piccole e medie imprese. È qui che scava la Procura. Due ambiti diversi, due settori a stretto contatto con la realtà istituzionale campana, su cui gli inquirenti vogliono vederci chiaro.

La presunta macchina mangiasoldi – quella riconducibile all’ex consigliere regionale Roberto Conte – potrebbe aver avuto un giro d’affari ben più esteso. Un’ipotesi, al momento non ancorata a fatti concreti. Dopo gli arresti di Conte (ex Margherita, ex Pd) e di Emanuele Cameli – entrambi finiti ai domiciliari – l’inchiesta del pool mani pulite di Napoli ha un percorso obbligato: mettere a fuoco altre società-civetta, piccole imprese nate con un solo target manageriale, quello di strappare finanziamenti pubblici con progetti definiti su misura. Indaga il pm Filippo Beatrice, del pool mani pulite dell’aggiunto Francesco Greco, che ora attende la versione degli indagati. Martedì mattina è il giorno degli interrogatori dinanzi al gip Claudia Picciotti: Roberto Conte, difeso dai penalisti Michele Cerabona ed Erasmo Foschillo, ed Emanuele Cameli, assistito dal penalista Luigi Ferrandino, dovranno ribaltare le accuse di aver truffato la Regione Campania. Tutte le accuse appartengono a un periodo compreso tra il 2003 e il 2004 e riguardano le attività della Deco consulting, azienda sulla carta specializzata nell’organizzazione di eventi, ritenuta dagli inquirenti come longa manus del consigliere Conte per arpionare finanziamenti pubblici. Sotto i riflettori compensi per eventi, lezioni e consulenze mai avvenute, per un’ipotesi di truffa che si aggira intorno ai sessantamila euro. Agli atti anche le attività svolte dalla Deco consulting anche nel cosiddetto progetto «In la», un ampio programma di inserimento nel mondo del lavoro dei disoccupati di lunga durata. Intanto, proprio contro Conte si registrano le accuse del parlamentare Pdl Marcello Taglialatela: «Ogni volta che denunciavo Conte per le sue incredibili attività, Conte minacciava querele. Sul tema della legalità è il Pd ad essere inquisito ed il centrodestra queste cose le ha sempre denunciate».

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