STORIE DI CAMORRA – Con l’omicidio di “bambulella” i vertici della camorra napoletana vollero mandare un messaggio a Cutolo. Dopo 27 anni la sentenza: al direttorio appartenevano Luigi Giuliano, Luigi Vollaro, Aniello La Monica, Paolo Di Lauro e altri capiclan della “nuova famiglia”

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Il suo corpo fu trovato in una Fiat 500 familiare: senza cuore, senza testa e senza mani. Un vero e proprio «tribunale della camorra» aveva deciso che Giacomo Frattini, detto «bambulella», doveva essere ucciso in maniera eclatante.  E così fu fatto.

omicidio-bambulella-3Oggi, dopo 27 anni da quell’omicidio, la Procura di Napoli ha ricostruito il movente, i mandanti, le fasi dell’esecuzione. Le indagini, a suo tempo archiviate per essere rimasti ignoti gli autori, sono state riaperte dopo che Luigi Giuliano decise, nel 2002, di collaborare, insieme anche ad altri camorristi che a quel delitto presero parte. Frattini, esponente della Nuova camorra organizzata di Cutolo, fu ucciso il 21 gennaio del 1982 perchè doveva essere punito, scrive il capo della Dda Giovandomenico Lepore. Rientra tutto nella guerra di camorra – che agli inizi degli anni ’80 insanguinò Napoli e provincia – tra la Nco di Raffaele Cutolo e la Fratellanza Napoletana delle famiglie storiche. cresciute, nel dopoguerra, all’ombra dei siciliani attraverso il contrabbando. Era la sera del 23 novembre del 1980 quando, approfittando della concitazione creatasi per il terremoto, nel carcere di Poggioreale un gruppo di cutoliani fece irruzione nel reparto occupato dagli avversari, uccidendo varie persone. Di quella strage, la Fratellanza napoletana, guidata all’epoca da Giuliano Luigi, detto Lovigino, individuò proprio Frattini come uno dei responsabili. La Fratellanza decise di punirlo in maniera esemplare: c’era chi voleva omicidio-bambulellacrocifiggerlo davanti all’abitazione di Cutolo, chi voleva decapitarlo. Si decise per quest’ultima scelta. Nel clan c’era anche un macellaio che asportò il cuore e poi tagliò la testa e le mani; pezzi che furono collocati nell’auto insieme al cadavere, ricoperto da un lenzuolo. La perizia medico-legale accertò anche la presenza di ferite da taglio al viso inferte quando Frattini era ancora in vita. Allora un sedicente gruppo, i Nuovi giustizieri campani, rivendicò il delitto. Attraverso le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia è venuto fuori tutt’altro scenario. Frattini fu ucciso a distanza di poco più di un anno dalla sua scarcerazione. Attirato con l’inganno in una zona controllata dalla Fratellanza napoletana, fu poi «giustiziato» da un «tribunale della camorra». Tredici le ordinanze di custodia cautelare notificate in carcere a boss che hanno segnato la storia della camorra: nomi come Raffaele Abbinante, Edoardo Contini, Paolo Di lauro, Lo Russo Giuseppe, Mario e Salvatore. E ancora Francesco e Giuseppe Mallardo, Rosario Pariante, Costantino Sarno, Renato e Bruno Torsi e Luigi Vollaro.

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