SPECIALE SAN VALENTINO – La tradizione, le origini e al cinema. Come e chi festeggia San Valentino

colazione_da_tiffany2Le origini

A San Valentino le coppie celebrano in modo conformista il loro amore. Ma pochi sanno perché proprio questo santo li protegge. Ecco una breve storia: Valentino era vescovo e lungo il corso della sua vita, tentando di predicare il Vangelo e convertire i pagani, fu arrestato tre volte. Nel 270 erano diffuse le persecuzioni contro i cristiani e Valentino riceveva consensi. Così l’ultima volta fu catturato e decapitato per ordine dell’imperatore Aurieliano. Due secoli dopo, nel 496, papa Gelasio I decise di sostituire la festa pagana della fertilità che si celebrava il 14 febbraio con una ispirata all’amore. Si decise così di dedicarla a quel vescovo e al suo operato.

Esistono tuttavia molte leggende legate alla figura di questo santo: si racconta ad esempio che un giorno stava passeggiando quando incontrò due giovani che litigavano, diede loro una rosa e i due si allontanarono riconciliati.

Le spoglie del santo sono attualmente custodite nella Basilica di Terni e accanto ad essa una statua porta l’iscrizione “San Valentino patrono dell’amore”.

 

marilyn-monroe-in-a-qualcuno-piace-caldo2L’amore raccontato al cinema

Sono tanti i film che hanno raccontato l’Amore e molti di questi hanno segnato le nostre storie. No, non parliamo delle storielle harmony ma di quelle passioni travolgenti a cui molti si ispirano e in cui altri vorrebbero imbattersi. “Colazione da Tiffany” è un cult del genere sentimentale: film del ’61, racconta l’incontro tra Holly (Audrey Hepburn) e Paul (Gorge Peppard): lei, per sfuggire alla povertà, sposa un uomo ricco che la riempie di gioielli, lui è uno scrittore introverso che giunge in città con la donna che lo mantiene in cambio di notti di fuoco.

Con Tony Curtis, Jack Lemmon e Marylin Monroe, “A qualcuno piace caldo” racconta la storia di due uomini, testimoni involontari della strage del 14 febbraio 1929 ad opera di Al Capone e dei suoi scagnozzi. Per salvarsi si travestono da donna ed entrano a far parte di un’orchestra jazz tutta al femminile.  

Fece scandalo e fu censurato negli anni ’70 “Ultimo tango a Parigi”, racconto di un amore malato e appassionato a un tempo tra un 45enne vedovo (Marlon Brando) e una 20enne (Maria Schneider) fidanzata con un regista in erba. I due si incontrano dapprima in una casa e senza sapere niente l’uno dell’altro fanno l’amore, lei si innamora di lui, lui la rifiuta e poi i ruoli si invertono, è lui che vuole lei adesso ma ad attenderli c’è un triste destino.

 

chiesa-pollena-trocchiaIl sacramento dell’amore. Intervista a Padre Giuseppe di Pollena Trocchia

“Cristo è morto per permettere agli uomini di vivere – afferma il parroco della chiesa di S. Giacomo a Pollena Trocchia – oggi invece pochi fanno del bene, tutti vivono per sé. Se non c’è Dio, manca la speranza e per molti tutto si risolve sulla terra”.

Si celebrano circa quindici matrimoni l’anno e per fortuna “non sono diminuiti”. Alla domanda: “le persone credono ancora nel sacramento?”, Padre Giuseppe risponde: “Sì. Noi inoltre facciamo in modo da far arrivare la coppia preparata al matrimonio, questo cammino dura un anno ma i problemi spesso poi arrivano fuori dalla chiesa: quando non si ha più il sostegno della parola di Dio, subentra l’egoismo, il corpo è visto solo come qualcosa di cui cibarsi, tutto ciò che gli occhi vedono divorano”. Insomma, “l’altro non è più un dono”.

“La libertà – ci tiene a dire il sacerdote – non è libertinaggio. La libertà è fondata sulla dignità ed è davvero brutto essere scaricati perché non si riesce più a soddisfare il proprio compagno. E alla fine gli effetti di tutto questo finiscono per gravare sui figli”.

“I credenti e i non credenti devono lavorare affinché i valori della vita e della dignità non siano calpestati. Ognuno di noi ha una morale naturale cui può affidarsi e anche solo attraverso questa deve amare il prossimo”.

 

simone-e-ciroStoria di un amore. Simone brasiliana e Ciro massese.

Simone, 37 anni, brasiliana e Ciro, 38, italiano convivono da sei anni a Massa di Somma. Ecco la loro storia: “Era l’estate 2001, io allora vivevo a Milano e avevo deciso con alcune amiche di andare in vacanza ad Agropoli, noleggiammo un auto e le mie amiche premevano perché andassimo ad incontrare alcuni ragazzi. Ricordo che conobbi Ciro all’uscita dell’autostrada di Ercolano e fu subito un colpo di fulmine. Iniziammo a frequentarci ma finita l’estate, tornai a Milano, stavo preparando la mia tesi (laurea in scienze dell’educazione) e chiesi alla docente di poterla preparare a distanza. Lei mi diede l’ok ed io scesi a Napoli. Andai a vivere da sola: prima ad Arco Felice e poi a Cuma. Dopo un anno io e Ciro iniziammo a convivere; io ero incinta di Giuseppe (nel 2006 è nata Gioanna). Ma quali problemi hanno dovuto affrontare in un paese come Massa di Somma? “Veniamo da due realtà diverse e io non ero affatto preparata ad una piccola comunità”. E a quanto pare neppure la comunità lo era: “Spesso mi dicevano ‘Ciro è un bravo ragazzo’, ma perché? Io no? Forse volevano proteggerlo. Inoltre non avevo la mentalità della ‘casalinga’, vedevano che ero sempre in movimento e quindi non si fidavano di me. Ora le cose sono diverse, tutti mi conoscono. Devo dire però che anche in Brasile la gente ci guardava incuriosita”. Insomma, tutto il mondo è paese!

 

arcigayQuando amare non è più un tabù

14 febbraio si festeggia l’amore, ma quale amore? Che cos’è l’amore? “Diventare un’unica cosa con una persona – dice Massimiliano”. “L’amore è vita – dice Carmine 18 anni, omosessuale dichiarato – se non esistesse non esisterebbero le persone”. “Spesso l’amore è uno stereotipo- dice Cristian 29 anni, transessuale- ma l’amore va al di là del sesso e del genere”. L’amore è quindi vario ed è qualcosa di diverso per ognuno. Abbiamo incontrato Nico e Ciro, coppia omosessuale, che sta insieme e convive da 2 anni e mezzo. “La nostra è una coppia come tante altre – dice Nico, vicepresidente dell’Arcigay di Napoli – io sono un architetto e il mio compagno, Ciro, è un ricercatore. La nostra convivenza è “classica”, facciamo colazione insieme, poi usciamo per lavoro e ci ritroviamo la sera per cenare insieme, e poi c’è l’associazione, una passione che ci accomuna”. Che cos’è l’amore? “Sai questo è un periodo in cui me lo chiedo spesso, anche in relazione alla coppia. Quello che oggi si definisce per eccellenza l’amore, è un modo di imporsi l’amore, ma amore è un concetto vasto che comprende tante cose. L’amore non è solo verso una sola singola persona, si può provare amore per diverse persone: una madre, un fratello, un’amico, il proprio compagno, e questo non vuol dire amare di meno. L’amore è un dare, non è quantità. Amore è un modo di comportarsi, un modo di essere; è sincerità, rispetto, chiarezza, condividere. L’amore è tutto l’anno, no solo il 14 febbraio!” Quali sono le vostre esigenze, di cosa avete bisogno? “Abbiamo diverse esigenze, come quella di diventare genitore, e basterebbe equiparare la coppia omosessuale a quella eterosessuale, quindi chiediamo parità. E pensare che ci sono ragazzi che vengono abbandonati solo perché omosessuali, da genitori etero, l’amore è appunto incondizionato. Per questo il futuro lo immaginiamo fuori dall’Italia, qui c’è uno stato assente! In Italia lo stato no dà neanche il minimo. È assurdo fare differenza tra persone omosessuali e no, tra sentimenti omosessuali ed eterosessuali. Lo stato non riconosce pari diritti però pretende pari doveri, il rischio è dare un cattivo esempio a tutti. A Bergamo addirittura ci sono corsi di “riparazione”, dove alla fine si fa un’arrampicata per dimostrare di essere eterosessuali! In realtà altro non sono che un gruppo di fanatici americani che partono da questa teoria, e che stanno prendendo sempre più piede anche in Italia. È molto diffusa l’omofobia interiorizzata, in tal caso chi è omosessuale si reprime e tende a discriminare gli altri omosessuali. Vedi il caso di Povia.” E la religione? “Non sono un cattolico e quindi ateo, ma in realtà mi sto avvicinando al buddismo che accetta l’omosessualità ed ha come fine ultimo la felicità di tutti. Ci sono invece altre professioni religiosi, come la chiesa Valdese che è vicina agli omosessuali, dove ci sono anche sacerdoti donne”. Dal punto di vista istituzionale a Napoli ed anche nel Vesuviano qual’è la situazione? “ Il Vesuviano è una realtà chiusa ed ancora più difficile, se solo si pesa alle violenze in circumvesuviana a due giovani omosessuali – dice Pino De Stasio, Consigliere del PRC della II municipalità ed omosessuale dichiarato nella foto. Napoli sta diventando una città razzista. Il comune ha alzato un muro perimetrale molto ampio. Il progetto delle unioni civili è stato accantonato, nonostante una maggioranza di centro sinistra, e gli episodi di violenza sono sempre più forti, 2 uccisioni di trans in stazione e nessuna risposta dalla polizia, questo allora mi fa pensare che ci sono morti di serie A e morti di serie B. Il Parlamento Europeo ha approvato la “Carta dei diritti” e ha messo in mora l’Italia, perché è il fanalino di coda per la tutela delle libertà. Purtroppo le politiche culturali non incidono sulla cittadinanza, e le associazioni sono molto importanti, perché colmano il vuoto lasciato dalle istituzioni”.

 

L’Ora Vesuviana On Line

Speciale a cura di Roberta Migliaccio e Rossella Ferraro

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