Esclusivo: il ritorno di Mirko dei Bee Hive, il cantante col ciuffo per metà cercolese

Chi ha meno di trenta anni lo ricorderà con il ciuffo rosso davanti ed i capelli biondi. Chi negli anni 80, scintillanti e paninari, guardava Kiss Me Licia con Cristina D’Avena e cantava le canzoni della sua band, i Bee Hive.Quel ragazzo si chiamava Mirko, ma il suo vero nome era, ed è ancora (la band si è riformata) Pasquale Finicelli, originario di Napoli. A distanza di 20 anni, a grande richiesta dei fan, i Bee Hive sono tornati insieme per un tour estivo. Sono proprio loro, con qualche anno in più e meno capelli, ovvero Pasquale Finicelli, Manuel “Matt”  De Peppe, Sebastian “Satomi” Harrison, Luciano “Paul” De Marini” e la new entry Tony Amodio alla batteria. All’epoca la band battè in classifica perfino i Duran Duran, grazie al successo “Don’t Say Goodbye”: mica male per un gruppo che prima era solo un cartone animato (prima del telefilm italiano Licia con Cristina D’Avena veniva trasmesso il cartone giapponese).

Pasquale Finicelli, in arte Mirko, entrò nel cast un po’ per caso. Nato a Napoli, e cresciuto a metà strada tra Pianura (dove viveva) e Cercola (dove faceva kung fu con il maestro Stanislao Falanga), a 17 anni inizia a frequentare il mondo della moda. Poi si trasferisce a Milano a venti anni, dove viene scritturato per i fotoromanzi Lancio, ed infine “un’agenzia mi propose di partecipare ad un provino tratto da un cartone”. I produttori lo notarono e pensarono che fosse molto somigliante a Mirko, così Pasquale entrò a far parte del cast. “Era emozionante- dichiara- interpretare un personaggio nato con i cartoni animati. Poi avemmo un grandissimo successo: i tour, i concerti, la tv.”. Dopo 4 serie, il telefilm finisce e Pasquale prova invano la strada della musica: “Volevo incidere un cd, ma i produttori discografici affermavano che sarei potuto diventare un’icona trash”. Nonostante Pasquale avesse avuto una bella voce, veniva doppiato da Enzo Draghi (doppiatore ufficiale di Mirko anche nei cartoni animati). Si ritrova così per qualche tempo senza lavoro, poi si reinventa ed inizia a lavorare per una agenzia pubblicitaria. “Adesso vivo a Milano ed ho 44 anni, una figlia di 17 anni che vive a Roma. Compongo jingle per la pubblicità, ma sono soddisfatto di me stesso”. Poi la notizia dello scorso anno su una probabile reunion, poi confermata: “Ci divertiremo tantissimo, e lo faremo soprattutto per i fan”. Infine un pensiero a Napoli: “Torno spesso nella mia città perchè ci vivono mia madre e mia sorella. Ed è un dispiacere vederla così, tra rifiuti e criminalità. E’ retorica, ma vorrei che fosse diversa. Sembra come un figlio drogato in cui hai perso le speranze”. E qui Pasquale “Mirko” diventa più serio.

Luigi Ferraro

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