ERCOLANO – Un blitz dei carabinieri nella città degli Scavi e della guerra tra gli Ascione-Papale e i Birra-Iacomino, per la droga e per il racket delle estorsioni. Due sequestri del “materiale” in dotazione ai clan.

ERCOLANO – Un blitz dei carabinieri nella città degli Scavi e della guerra tra gli Ascione-Papale e i Birra-Iacomino, per la droga e per il racket delle estorsioni. Due sequestri del “materiale” in dotazione ai clan.
TERZIGNO – Dovranno rispondere di spaccio di stupefacenti ed esercizio della prostituzione i sei cinesi arrestati questa notte dai carabinieri a Terzigno, nel Napoletano, sorpresi mentre prendevano parte a un ‘droga party’ organizzato in una zona del paese ormai nota come quartiere ‘Chinatown’.
ERCOLANO – I carabinieri hanno arrestato Alberino Natale, 38 anni, incensurato, ritenuto vicino al clan ‘Ascione-Papale’ per detenzione illegale di arma clandestina e munizioni. I militari della locale tenenza hanno accertato che l’uomo si introduceva abitualmente in un garage di via Venuti con fare sospetto.
Tra i “Leoni di marmo” che presidiano il Duomo di Napoli è cresciuto è da lì ha iniziato la sua carriera criminale. Da “semplice” rapinatore, fino a scalare il gotha del “sistema” camorra. Oggi alcune dichiarazioni di pentiti (secondo la magistratura, più che attendibili) al boss del rione Sanità Giuseppe Misso fu chiesto di mettere fine alla guerra tra i clan in quanto “c’era la necessità che nella città di Napoli non ci fossero scontri diretti tra le organizzazioni camorristiche o faide eclatanti perché c’erano in corso procedure per opere pubbliche importanti” e “soprattutto le istituzioni non dovevano essere ‘insidate’”.
ERCOLANO – Insieme al suo complice arrestato a Pasqua avrebbe estorto denaro ad un imprenditore edile di Ercolano (Napoli): è stato sottoposto a fermo Giuseppe Martorano, 33 anni, già noto alle forze dell’ordine e ritenuto dai carabinieri elemento di spicco del clan Ascione-Papale, operante in città.
Portici – L’amministrazione comunale retta da Enzo Cuomo si costituisce parte civile nel processo che vede Raffaele Vollaro e Giovanni Spina imputati di estorsione ai danni della società che gestisce il servizio di sosta a pagamento.
SAN GIUSEPPE VESUVIANO – E’ finita la corsa. E con essa, la scia di sangue che presumibilmente si portava dietro, dopo la strage a San Giuseppe Vesuviano. Feng Lin è accusato infatti della strage nel ristorante Villa Paradiso di San Giuseppe Vesuviano. E’ stato arrestato. Era il 22 maggio del 2006 e allora aveva 24 anni. Secondo gli investigatori, fece parte del commando che ammazzo quattro cittadini cinesi, tre dei quali imprenditori, tutti, secondo le indagini, appartenenti ad una gang rivale.
Dalla Provincia al “grande impero” passando per le rotte illegali di droga, camorra e armi. Un sequestro di droga degno dei cartelli colombiani. Ottocento chili passati dalle mani dei potenti narcos vesuviani (i Gallo e i Limelli-Vangone di Torre Annunziata) a quelli dei carabinieri e delle fiamme gialle. Ma non solo sequestri di coca e hashish.
Il ruolo delle donne nei clan di camorra non è mai stato solo quello di madri, sorelle, mogli o compagne. Sono loro che in caso di morte o arresto degli “uomini di casa” prendono in mano le attività illecite, stringono alleanze, trafficano in droga, impongono estorsioni e tangenti trasformandosi in veri e propri boss in gonnella. Così ha fatto anche Teresa De Luca Bossa, cinquantanove anni, considerata dagli inquirenti come una delle figure di spicco della camorra che opera nell’area est di Napoli.