
E’ guerra aperta dentro il Pd: Nicolais attacca Bassolino. E il Governatore, che si da alle fondazioni (come D’Alema e il Presidente Napolitano) prepara la battaglia a Gianni Lettieri, la cui volata in Regione la sta preparando Berlusconi.
Non solo Napoli, ma “l´Italia è un paese di scarsissima mobilità sociale”. Così Antonio Bassolino, presidente della Regione Campania, commenta le parole di Gianni Lettieri, presidente dell´Unione industriali di Napoli, secondo cui in città e nella sua area metropolitana si vive “una asfissiante stasi sociale”. Si aprono le danze insomma: il presidente Berlusconi ha lanciato la volata a
Gianni Lettieri (nella foto a fianco) per la candidatura alle prossime elezioni Regionali e bassolino che assieme ai suoi fedelissimi sta ricucendo (senza riuscirci pienamente, le fila del “suo” partito) si prepara all’attacco con gran parte del Pd campano che gli rema contro, perché stanco dei soliti nomie delle solite metodologie politiche. ”In Italia – ha detto il governatore – nove figli su dieci di imprenditori o borghesi sono imprenditori e borghesi e nove figli di operai su dieci rischiano di essere operai, con un futuro più precario e incerto rispetto a prima, nove poveri su dieci rischiano di restare così: è l´Italia di oggi”. Secondo Bassolino, il problema è rappresentato dalla “difficoltà di rimuovere le cause di questo immobilismo”. “E´ stato ed è difficile rimuoverle sia con maggioranze risicate,sia con maggioranze parlamentari molto ampie – ha aggiunto – Ed è questa la grande sfida, questo è uno dei problemi italiani”. Cause di questo immobilismo che potrebbero essere addotte ad anni e anni di mala gestione della cosa pubblica: i reati vanno in prescrizione ma la questione morale, tanto cara agli ex Pci, resta. Caso Romeo, inchiesta sulle Ecoballe, emergenza rifiuti, Ospedale del mare, napoli Est: tutto è stato condotto secondo legge e soprattutto, cosa di concreto è stato veramente realizzato se non una spartizione scellerata di aree dove (potenza della lungimiranza politica) è stato creato di tutto (nonostante sotto sia seppellito di tutto) e in alcune aree (vedi il Vesuviano) non è stato creato niente, anzi: fino a poco tempo fa Bassolino con una apposita legge regionale (della quale oggi conviene non parlare) erogava 30.000 euro ai vesuviani che volevano spostarsi per de localizzare le inurbazioni: praticamente: sotto il Vesuvio non c’è niente, il parco nazionale del Vesuvio (figlio di logiche di partito e non manageriali) sta fallendo e amen. Dall’altra parte, sempre nel Pd c’è l’ala Nicolais (ormai ridotta all’osso, specie dopo la debacle delle elezioni provinciali, che tira calci. “Bassolino candidato al Comune? Non credo, ma in questo caso deciderebbe il partito e poi giudicherebbero gli elettori.” Così il deputato del Pd Luigi Nicolais, che è intervenuto all´ assemblea dell´ Unione industriali di Napoli al Teatro San Carlo. Parlando con i giornalisti Nicolais, candidato del Pd sconfitto alle provinciali, ha definito “un momento delicato” la situazione interna al Pd campano ma ha espresso un giudizio positivo sul segretario regionale Tino Iannuzzi. “Ha lavorato bene, forse si può anche cambiarlo, ma non sarebbe un sintomo di sfiducia, perché non poteva fare di più”. “Certo, la sconfitta in tre Province ha creato una situazione di tensione comprensibile”, ha aggiunto Nicolais. Ribadito il giudizio negativo sulla “Fondazione Sudd” promossa da Antonio Bassolino e sull´ avvicinamento al leader di Mpa Raffaele Lombardo. “Questo è il momento di cambiare e poi non mi sembra proprio il caso di fare una Lega del Sud mentre l´ Europa si va allargando. Quanto alla Fondazione Sudd non penso proprio di aderire”. E se fosse arrivato veramente il momento di cambiare nomi e persone? Se bassolino, Nicolais, la sindaca Iervolino si stessero a casa e lasciassero spazio ai giovani? Preferibilmente, però, non ai figli o agli amici familiari di che si fanno le ossa (sulle spesa pubblica) con le fondazioni.
Paolo Perrotta
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