
TORRE ANNUNZIATA – All’alba di oggi la polizia giudiziaria ha arrestato 28 presunti appartenenti al clan Gionta, storica cosca attiva a Torre Annunziata (Napoli). Gli arresti di stamattina rappresentano la prosecuzione di un blitz denominato «Alta Marea» che portò il 4 novembre del 2008 a 88 arresti e successivamente il 10 gennaio altri 16 arresti nell’operazione denominata Fort Apache.
La polizia giudiziaria ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare firmata dal giudice delle indagini preliminari presso il Tribunale di Napoli su richiesta dei pm della Direzione distrettuale antimafia e della Procura di Torre Annunziata. Gli investigatori avrebbero accertato tutta una serie di estorsioni poste in essere nei confronti di imprenditori e commercianti torresi. Scoperte anche alcune «piazze di spaccio» della droga direttamente gestite dal clan Gionta. Secondo gli inquirenti della Dda le «piazze» consentirebbero al clan guadagni per oltre 170mila euro al giorno. Tra i 28 arrestati vi è anche un carabinieri in forza alla compagnia di Torre Annunziata. Secondo gli investigatori il militare avrebbe informato (in cambio di denaro) il capoclan Pasquale Gionta, attualmente rinchiuso in regime di 41Bis e gli altri appartenenti all’organizzazione di imminenti blitz delle forze dell’ordine. L’ordinanza di custodia cautelare si fonda «su un corposo materiale probatorio – spiegano i pm- costituito dalle intercettazioni ambientali eseguite presso le abitazioni degli esponenti di vertice dell’organizzazione. Dal monitoraggio con telecamere occulte che hanno ripreso i soggetti coinvolti nella gestione della piazza di spaccio». Le «piazze» della droga erano situate in via Bertone e in via Castello a Torre Annunziata. All’attività investigativa hanno contribuito anche collaboratori di giustizia ex appartenenti al clan Gionta.
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