Cari amici di Fb, quella che segue è la lettera che ho inviato al Commissario del PD Napoli, Enrico Morando, con la quale gli comunico la mia sospensione dal Partito per le ragioni che indico nella stessa.
Ad oggi non ho ricevuto risposta e ciò non mi sorprende affatto visto il clima generale.
Ho deciso di pubblicarla, non essendo questo un fatto privato, per ricevere, qualora ci fosse qualcuno interessato, le vostre considerazioni anche se ferocemente negative. Comunque sia per me risulteranno importanti.
Ciao a tutti, Silvio.
Al Commissario PD Napoli
sen. Enrico Morando
Caro Commissario,
sono Silvio Vanacore, consigliere comunale di Portici, eletto nel 2004 nella lista D.S. e, successivamente al 14 ottobre 2007, ho aderito al Partito Democratico seguendo il percorso dal PCI ai DS.
L’appuntamento flop di domenica 22 , in termini di partecipazione popolare, e le successive considerazioni “grottesche” dei candidati alle Primarie, mi impongono di consegnare a te queste mie riflessioni in funzione del ruolo che ricopri.
Inoltre ,elementi di disagio, da parte mia ma credo di non viverli in solitudine, già erano presenti per scelte di tipo nazionale, provinciale ed in particolare cittadino.
La modalità stessa della elezione di Franceschini dimostra di come in poco meno di due anni la “spinta propulsiva” delle primarie non solo si è esaurita, ma addirittura è stata cancellata dall’oligarchia cencelliana che governa il partito, per ragioni a me non chiare ma che certo hanno contribuito alla disaffezione facendo venire meno una pratica fondante del Partito Democratico.
Risultati elettorali ,che smentiscono i sondaggi in negativo, dovrebbero far riflettere seriamente sul fatto che il tentativo di mettere in campo un nuovo soggetto riformatore si è impantanato tra il culto dell’immagine e l’incapacità di suscitare emozioni e dare risposte alle aspettative della parte migliore di questo Paese.
Credo che sia urgente una forte sinistra riformatrice con un’ identità precisa ed aperta alle contaminazioni ed un progetto politico ambizioso capace di parlare alla pancia ed alla testa di cittadini e cittadine in un momento delicato dal punto di vista dei diritti, della democrazia e dei bisogni individuali e collettivi.
Per quanto riguarda la mia Città, mi è capitato più volte di scrivere e una volta incontrarmi con Emma Giammattei e poi col chiarissimo professor Nicolais, per questioni strettamente legate a Portici, sia per quanto riguarda la democrazia interna al partito, sia per quanto riguarda la necessità di affrontare temi legati all’Amministrazione Comunale, alla sua trasparenza ed alla necessità di una discontinuità politica, Ma mai è stato possibile un confronto.
Anche posizioni forti, come il mio voto contrario al bilancio di previsione, preceduto da lettere al Sindaco e ai gruppi dirigenti, sono state utilizzate per giustificare l’allontanamento di chi voleva comprendere e discutere sulle priorità e le ragioni di scelte di dubbia utilità sociale e di orientamento politico difforme dal mandato degli elettori.
Nei mesi scorsi scrissi all’allora segretario nazionale del Partito, nonché ai segretari regionale e provinciale, denunciando i limiti di un governo cittadino sia sul piano politico che amministrativo, ma anche a ciò non c’è stata risposta.
Le cronache di questi giorni sottolineano e confermano il fallimento di una politica che al primo punto del suo programma aveva la rimodulazione della macchina burocratica, la cui inefficienza è stata pagata esclusivamente dai lavoratori e dai precari , come se non esistessero responsabilità dei funzionari, dirigenti, assessori nuclei di valutazione e Sindaco.
Un’Amministrazione, che spende cifre vertiginose per organizzare un evento di nicchia, mentre piccoli ma dignitosissimi laboratori culturali e di aggregazione civile e sociale chiudono, perché non ci sono risorse, è il tratto che ha caratterizzato l’azione di governo che nulla ha messo in campo in modo continuativo a favore delle fasce deboli, delle famiglie, dei lavoratori e dei giovani.
Siamo a due mesi dalle elezioni cittadine e il PD non ha ancora detto una parola sul progetto politico da proporre alla Città, quasi come se queste fossero liturgie superflue.
L’affluenza alle primarie di domenica 22 danno il giusto senso dello stato del partito e della presunta coalizione.
Tutto ciò mi porta ad assumere una posizione molto critica e di distanza da metodi e pratiche per me inaccettabili, e quindi giungo alla conclusione di sospendermi dal partito.
Non me ne torno a casa; continuerò il mio impegno politico come facevo prima di diventare consigliere comunale.
I valori e le idee che mi portarono alla militanza politica negli anni ’70, rielaborati e arricchiti ma mai abbandonati, sono gli unici punti di riferimento che determineranno in futuro le mie scelte ed il mio impegno diretto.
Cordiali saluti
Silvio Vanacore
L’Ora Vesuviana On Line





















































