
La Caporetto del Pd è in Campania. È qui più che altrove, infatti, che si manifestano le tante (troppe) anime di un partito che non ha neè testa né coda. E dopo le dimissioni di Walter Veltroni, arrivano le prime chiarificazioni, i primi accordi e quasi i primi scenari di una politica che sarà.
Dietro la decisione di Walter Veltroni, per il presidente della Regione Campania Antonio Bassolino, ci sono tante ragioni. “Pesano i risultati elettorali e poi pesa anche una insufficiente solidarietà, come lo stesso Veltroni ha detto”. Ma per Bassolino tutto questo non può comunque avvallare la decisione presa: “Nessuno come me o più di me può capire la sofferenza che si prova quando c´é anche il fuoco amico. Ma bisogna stringere i denti”. “Bisogna cercare di guidare la nave fino a un punto che consente di vedere la luce – ha aggiunto Bassolino – bisogna oltre che vedere il passato e il presente anche farsi carico di una prospettiva costruttiva”. La nave: sì la nave. Ma Bassolino alla Regione, Di Palma alla Provincia e la sindaca iervolino al Comune non sono gli armatori, sono olo i capitani. E la nave, questa volta non è né un casolare né un potocollo i intesa: la nave è una Regione che da Campania feli oggi fa schifo. Idem, Comune e non ne parliamo proprio della Provincia. Non si discute l’onesta (non spetta a noi) dei capitani, ma si oservano le rotte di questa nave. E dentro un mare in tempesta, c’è un altro vascello che va traghettato. Ma dove? Alla Provincia dove se il Pdl candida l’ex sindaco di Sant’Antimo Luigi Cesaro, il Pd avanza il nome di Nicolai, lui accetta ma nessuno (o quai) lo vuol. Si fa avanti Dino Di Palma, che scartato il collegio sicuro al Parlamento Europeo, fa presing per candidarsi alle primarie per la Provincia e sperare di bissare il successo delle scorse elezioni. Due nomi, quindi per le primarie del Pd senza conoscere nei dettagli le casacche delle “sante” alleanze. Qualcosa cambia, però. Prima primarie di coalizione per la Provincia di Napoli: nelle ultime ore – secondo indiscrezioni raccolte da “Il Velino” – nelle fila di Rifondazione Comunista è emersa la volontà di candidare Corrado Gabriele. L’assessore regionale al Lavoro potrebbe quindi scendere in campo per le primarie del centrosinistra alle elezioni per palazzo Matteotti. Dopo un incontro a Roma tra l’assessore, il capogruppo regionale Vito Nocera e il segretario nazionale di Rifondazione Paolo Ferrero, potrebbe esserci l’ufficializzazione. «Per le elezioni provinciali di Napoli penso sia necessario proseguire sulla strada della discontinuità intrapresa nelle settimane scorse al Comune di Napoli». Lo afferma Paolo Ferrero, segretario nazionale del Prc. Ferrero definisce «priva di fondamento» l’ipotesi di una designazione di Corrado Gabriele alle primarie per la provincia di Napoli. Parole che sembrano rafforzare la possibilità di una partecipazione, fuori dalle primarie di coalizione, degli ex parlamentari Prc Raffaele Tecce e Tommaso Sodano, dopo aver chiesto invano al referente regionale dell’associazione “Libera” Don Tonino Palmese di scendere in campo. C’è solo da capire se, dopo l’intervento del segretario nazionale Prc, prevalga nel partito napoletano la scelta «isolazionista» o quella «dialogante» con il centrosinistra di Gabriele. Intanto oggi si attende, per l’ennesima tappa napoletana 8non è che ci dispiaccia, ma ….) di Massimo D’Alema che proprio partendo dalle ceneri della politica riconvertitasi in associazionismo e fondazionismo (le vecchie lobby) vorrebbe ricostruire il partito. Con chi, però? Chi sono gli uomini giusti sui quali punterà l’attenzione D’Alema? Ivano Ruso e Enzo Amendola sono gli animatori di Red e della Fondazione Mezzogiorno Europa, ma alla resa dei conti (e dei voti) farebbero ridere ai bassoliniani che dalla loro hano una corazzata estesa e capillae pronta a far valere gli anni di Governo e di una purtroppo, esasperata, campagna elettorale permanente.
l’Ora Vesuviana on-line


















