Un altro scacco al clan. Sequestrata la droga e le armi dei Gionta

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TORRE ANNUNZIATA – Primo obiettivo: distruggere i “valentini”. Secondo obiettivo: riportare alla “normalità” il litorale Torrese-Stabiese, da troppi anni nella morsa della camorra. Trenta chili di droga e numerose armi in una sola settimana.

Fiumi di cocaina che scorrono lungo le strade di Torre Annunziata e che riforniscono i tossicodipendenti di tutta la regione. Il maxisequestro effettuato dai carabinieri della compagnia di Torre Annunziata si aggiunge agli altri dei giorni precedenti, che in appena otto giorni hanno inferto colpi durissimi alla criminalità organizzata di Torre Annunziata. Stavolta i pusher avevano escogitato un sistema geniale per custodire la droga. Lo stupefacente era stato infatti nascosto in due casseforti ancorate alle intercapedini di un muro di cinta della scuola diroccata, da sempre anche luogo di summit notturni per gli affiliati dei “valentini” il clan retto dal carcere dal superboss della camorra Valentino Gionta (quello che consigliava il figlio la diplomazia e l’utilità dei mitragliatori) e ordinò l’omicidio del giornalista de Il Mattino Giancarlo Siani. Sei chili di marijuana e quasi tre di cocaina, già suddivise in comode dosi pronte a essere smerciate nel vicino quadrilatero dello spaccio, custodite in due casseforti a muro. E un ricevitore radio e una presa scart per telecamere per monitorare il tesoro di stupefacente. Nonostante l’operazione Alta Marea avesse portato all’arresto di 88 persone (a vario titolo legati al clan) la camorra torrese, non si è fermata. In particolare, sotto chiave sono finiti 5,8 chilogrammi di marijuana (di cui 2,333 chilogrammi già suddivisa in comode dosi, per un totale di 1091 stecchette pronte all’uso) e 2,8 chilogrammi di cocaina (144 grammi erano già state tagliate in dosi, da immettere sul mercato cittadino dello spaccio). Trovati anche un fucile Beretta, a canne mozze e con matricola abrasa (e il calcio tagliato, di quelli che si usano negli agguati di camorra per la facile trasportabilità); un caricatore Beretta per 9 parabellum, 35 cartucce cal 9×21 e altre 7 calibro 12 con bossolo di marca fiocchi e piombo 8,5 e altre 38 cartucce calibro 12 con bossolo fiocchi. Ma gli uomini in divisa hanno scoperto, nascosto nell’edificio pericolante, anche un ricevitore radio, con tanto di presa scart per telecamere, che gli affiliati alla camorra utilizzavano per comunicare tra di loro e monitorare, costantemente, i fortini dove erano nascosti droga e armi. In più sono state rinvenuti due bilancini di precisione e tutto il materiale necessario per il confezionamento dello stupefacente.

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foto da: www.metropolisweb.it