Tutto da rifare? “L’estate è andata male”, per non dire peggio. Il sottosegretario Michela Vittoria Brambilla scuote la testa, e quelli che lei ha tra le mani sono i dati reali, quelli senza trucchi, quelli senza i buchi nascosti dagli addetti ai lavori. Da luglio in poi, in Italia, e anche in Campania, le proiezioni sono state un’altalena di cifre, e alla fine, albergatori e ristoratori avevano deciso di “accontentarsi” di un bilancio tra luci ed ombre, ma comunque positivo. Invece, la realtà è diversa.
“Quella appena trascorsa è stata un’estate negativa, diciamo che è andata male”, dice Brambilla. Si è perso il fatturato, si sono perse le presenze e pure le quote di mercato. Ed ora è tempo di ripartire “con idee e programmi nuovi”, altrimenti “si rischia di avere il destino segnato”. E non importa se il sole e il mare sono alle spalle, perché per essere competitivi nel 2009 bisogna agire subito, programmando e pianificando il futuro. E’ il massimo responsabile politico del turismo a fornire un giudizio così netto sull’andamento della stagione turistica, e lo ha potuto fare sulla base dei dati forniti dall’Osservatorio Nazionale del Turismo, in collaborazione con Banca d’Italia, Unioncamere e Istat. Rispetto al 2007, il 12,2% in più degli italiani è rimasto a casa. Ma a preoccupare l’economia del turismo italiano non sono tanto le non partenze dei connazionali, quanto le cifre che mostrano il calo generale di arrivi durante l’estate 2008. A luglio e ad agosto sono stati il 6,1% in meno, rispetto al 2007, gli italiani che sono partiti verso una località italiana per trascorre le vacanze; meno 5,7% i pernottamenti registrati a nome di clienti stranieri. E gli italiani che sono partiti hanno accorciato le loro vacanze in media di due giorni e mezzo. Le strutture alberghiere hanno registrato un calo del tasso di occupazione delle camere del 4,5%, mentre è cresciuto il tasso di occupazione del comparto extra-alberghiero. Le strutture ricettive che hanno subito le maggiori perdite sono quelle situate in montagna (-7,9%) e nelle città d’arte (-1,3%). Il mare si è difeso meglio, perdendo solo lo 0,1%. In controtendenza invece i dati relativi alle terme, ai laghi e alla campagna. Nel mese di giugno si è verificato un crollo dei tassi di occupazione (dal 61,3% del 2007 al 51% del 2008), in particolare per le destinazioni di montagna, lacustri e di campagna. Gli stranieri in Italia, tra giugno e luglio, sono diminuiti del 5,7% rispetto agli stessi mesi del 2007 e anche la loro spesa è scesa del 2,7%. La stagione è andata particolarmente male al Sud e nelle Isole: con un calo del 18,4% per quanto riguarda i pernottamenti e del 16,5% sul fronte degli arrivi. Per il sottosegretario Brambilla questo calo era “prevedibile” per lo scandalo dei rifiuti di Napoli; “prevedibile” anche la perdita dei turisti americani (-25,3%), per il basso valore del dollaro rispetto all’euro e per la crisi economica e finanziaria degli Usa.
Da “non prendere sotto gamba”, secondo Brambilla, il calo dei turisti tedeschi, austriaci e svizzeri e di quelli provenienti dal sud est asiatico. Per migliorare la condizione del turismo in Italia, secondo il presidente di Unioncamere, Andrea Mondello, bisogna puntare di più sul coordinamento tra enti, per una politica unitaria. Per il direttore generale della Fipe-Confcommercio, Edi Sommariva, “bisogna inventare un nuovo modello di turismo, fatto di servizi integrati che rappresentano il vero tessuto connettivo del paese, la valorizzazione delle risorse che rende appetibile un luogo”. Più netto il giudizio del Codacons:”gli italiani hanno semplicemente finito i soldi”. Ed analizzando solo la settimana di Ferragosto, l’Istat rileva che negli alberghi italiani, rispetto al 2007, gli arrivi sono diminuiti del 2,1%, ma sono aumentati dell’1,6% i giorni di presenza.
PREVISIONI NERE ANCHE PER L´ULTIMO TRIMESTRE DEL 2008
In merito ai giudizi sull’andamento del turismo nel trimestre settembre-novembre 2008, rispetto all’analogo periodo dell’anno precedente, l’Istat comunica che la differenza (saldo) tra la quota di coloro che prevedono un aumento e quella di chi prevede una diminuzione è negativa (meno 29,9). Poiché nell’analoga rilevazione dello scorso anno il saldo era stato pari a meno 19,4 il risultato indica, in termini relativi, un peggioramento delle attese. A livello territoriale, il saldo assume valori negativi in tutte le ripartizioni geografiche, con valori compresi tra meno 52,3 nel Centro e meno 15,8 nel Nord-est.
BRAMBILLA: “ADESSO IMPARIAMO LA LEZIONE”
Crisi. Parola chiave che negli ultimi anni viene usata da tutti in ogni ambito. Crisi rifiuti, crisi economica, crisi immobiliare. “Ma anche crisi del settore turistico”. Un’estate passata all’insegna dei lidi semi deserti, delle famiglie italiane che affollavano le proprie città per non spendere soldi e dei turisti stranieri in calo. “Adesso dobbiamo imparare la lezione. Tirare fuori dal flop le risorse per riscattarci”. Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega al Turismo, Michela Brambilla, è lapidaria e traccia la strada per recuperare il terreno perduto e il gap con gli altri Paesi d’Europa: “Serve più professionalità, dobbiamo mettere da parte l’approssimazione e migliorare l’offerta”. Se non si farà tutto questo: “Staremo sempre qui a piangerci addosso”. Brambilla precisa che “l’industria turistica italiana opera in stato di sofferenza e bisogna correre ai ripari al più presto”. Un timore, quello del governo, che si basa sui dati forniti dall’Osservatorio nazionale del turismo che ha espresso forte preoccupazione per la performance estiva del settore. Un’estate 2008 che si è chiusa con un amaro bilancio per gli operatori turistici campani che hanno visto il calo dei turisti provenienti dagli Usa ed hanno potuto costatare gli effetti nefasti dello scandalo dei rifiuti nel napoletano. Altro colpo al settore lo ha dato la diminuzione dei flussi turistici consolidati da anni nella regione: tedeschi, austriaci e svizzeri non hanno scelto la Campania come meta delle loro vacanze. Flessione anche per quel che riguarda il numero di visitatori provenienti dal Sud Est asiatico che hanno disertato Napoli, le isole e la Costiera per dedicarsi ai monumenti romani, allo shopping milanese ed alle “sempreverdi” stradine di Venezia. Ma il sottosegretario Brambilla, analizzando la situazione, ha affermato che: “Lo stato di sofferenza del settore è dovuto a problemi strutturali quali la mancanza di programmazione, che si estende anche al settore delle infrastrutture e dei trasporti e impedisce una efficace individuazione degli assets su cui puntare”. Michela Brambilla si è poi soffermata su un altro punto critico che ha portato al calo del turismo: “Ci sono ostacoli di ordine burocratico come paletti fiscali e leggi che impediscono l’afflusso di capitali utili per una riqualificazione dell’offerta e, non ultima, c’è una mancanza di professionalità che non ci fa essere competitivi”.
LE SOLITE LAGNE DEI SINDACI
CHE NON RISPETTANO L’ARTICOLO 5 DELLA LEGGE ‘67 DELL’87 IN MATERIA DI COMUNICAZIONE
Si è svolta la prima riunione convocata dal Commissario per l´emergenza dell´area archeologica
Renato Profili (nella foto a destra) presso l´Auditorium di Pompei, con i sindaci dei comuni vesuviani nei quali sono presenti siti archeologici. Obiettivo dell´incontro è stato quello di raccogliere opinioni e istanze per migliorare la tutela e la promozione dei monumenti esistenti nell´area vesuviana. Dai numerosi interventi di sindaci e assessori sono emerse istanze molto avvertite per partecipare alle iniziative che potranno essere realizzate. Diversi comuni hanno sottolineato l´urgenza e la necessità di interventi particolari, quali: l´ampliamento dello scavo di Villa Cuomo a S. Antonio Abate; la messa in sicurezza di Villa Sora a Torre del Greco; una maggiore promozione del patrimonio culturale di Portici (sotto il sindaco Enzo Cuomo), attraverso una più incisiva comunicazione, con la realizzazione di un DVD. Non ultimo la rivendicazione, da parte del comune di Pompei, di una maggiore collaborazione tra le istituzioni
presenti sul territorio, SANP, Santuario e Comune. Il prefetto Profili, dopo una breve analisi di quanto realizzato e di quello che ci si appresta a realizzare ritiene che, superata l´attuale fase di assestamento, il sito archeologico più visitato d´Italia (dopo il Colosseo), con il contributo di dirigenti, archeologi e il personale tutto, potrà attuare i vasti e dettagliati programmi della Soprintendenza in un quadro di funzionalità, recupero e fruizione. Per la verità, dal Commissario Profili, non s’è discusso del fatto che la maggior parte dei comuni non investe in comunicazione come invece imporrebbe l’articolo 5 della legge n.67 dell’87 in materia di comunicazione pubblica (obbligatoria) degli enti. Allora, ai sindaci: non chiedete altri soldi per prodotti spesso inutili (perchè solo propagandistici) basterebbe rispettare la legge e investire seriamente in comunicazione, senza false, finte e gonfiate fatturazioni, spesso affidate ad associazioni onlus che di volontario e umanitario, non hanno proprio niente. Ma questo, il Commissario, ex prefetto Profili, è “pienamente a conoscenza”.
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