La nera. Tra arresti, sequestri di armi, vittime della strada e lotta alla contraffazione cinese

Inizia il “fine settimana nero” sotto il Vesuvio. Tra scippi, le solite risse, altri reati (vedi alla voce “cavalli di ritorno”) che non si denunciano e la lotta alla contraffazione del mercato cinese.

I carabinieri della locale stazione di Volla coordinati dal comandante Ciccio Russo, diretti dalla Tenenza di Cercola, hanno arrestato Ferdinando La Gatta, 20 anni, pregiudicato e ritenuto vicino al clan camorristico dei Veneruso. I militari hanno eseguito infatti una perquisizione in casa del giovane in via Alfieri, trovando all´interno di una cassaforte artigianale a muro 448 cartucce di 10 calibri diversi, una pistola scacciacani alterata ed un giubbotto antiproiettile. La Gatta è stato arrestato per detenzione di munizioni per armi comuni e da guerra.

 

Arrestati perché accusati di aver rubato l’anno scorso dal comando di polizia municipale di Follonica, le pistole di ordinanza dei vigili urbani. Tra essi, anche una vigilessa. Una vigilessa e altre tre persone sono state arrestate dai carabinieri in esecuzione di ordinanze di custodia cautelare in carcere per il furto di sette pistole di ordinanza compiuto il 24 marzo del 2007 nel comando di polizia municipale di Follonica (Grosseto). L´agente arrestata fa parte dello stesso comando. Una quinta ordinanza di custodia cautelate non è stata eseguita perché il ricercato, residente in Sicilia, si trova all´estero. Le accuse sono di furto aggravato di armi, detenzione e porto abusivo di armi. Secondo gli investigatori, le pistole sono state smerciate sul mercato nero campano. Il furto è stato compiuto nella notte del 24 marzo 2007: i ladri sono entrati nel comando senza forzare alcuna serratura e scassinando gli armadietti dove erano custodite le pistole. Il controllo dei tabulati telefonici e una serie di intercettazioni hanno portato i carabinieri a concentrare i sospetti su un gruppo di persone: Cheti Chelini, 33 anni, residente a Follonica, agente di polizia municipale, il suo compagno Vincenzo Petrazzuolo, 22 anni, originario di Torre del Greco, in provincia di Napoli, ma residente a Riotorto in provincia di Livorno, Ciro D´Avino, 21 anni, nativo di Torre del Greco, residente a Follonica, Francesco Amura, 29 anni, residente a Torre del Greco.

 

Triste destino, invece, per Alessandro Papini. Il giovane, originario di Torre Annunziata, era andato al Nord per lavorare. Sognava un futuro migliore, e invece ha trovato la morte. Aveva appena 28 anni, lavorava presso una cooperativa sociale ed era appena uscito dalla fabbrica quando è stato travolto da un´auto sull´ex statale 35 bis dei Giovi, in territorio di Bosco Marengo. Ora, nel registro degli indagati c´è il nome di un 50enne di Scurzolengo d’Asti. L´accusa è di omicidio colposo ed omesso soccorso. Per ore, Guido Ivaldi è stato considerato un pirata della strada, fino a quando gli investigatori non sono riusciti a risalire alla sua vettura. La vittima abitava ad Alessandria ed era socio lavoratore in una cooperativa che si occupa dell´inserimento delle fasce deboli nel mondo del lavoro. Era appena uscito dalla fabbrica “Tomato Farm” di Pazzollo, e stava percorrendo a piedi l´ex statale. L´indagato ha raccontato di non essersi nemmeno accorto del giovane e che è fuggito perché terrorizzato e sotto choc. Intanto, la magistratura ha disposto l´esame autoptico sulla salma del 28enne di Torre Annunziata. Intanto, all´ombra del Vesuvio la notizia ha fatto il giro della sua città e non solo. La vittima era conosciuta per il suo passato da ultrà. Da anni, con i suoi compagni, era sempre presente nella curva dello stadio Giraud a tifare Savoia, accanto allo striscione “Clan 99″. Era il suo gruppo. E i suoi compagni hanno preso d´assalto il “muro” del sito biancoscudato scrivendo un fiume di messaggi di cordoglio alla famiglia. (Ansa)

 

Nella capitale del commercio sotto il Vesuvio, oggi passata in mano al mercato cinese, a San Giuseppe Vesuviano, circa 20mila prodotti contraffatti sono stati sequestrati dalla Guardia di Finanza nel corso di una vasta operazione di controllo. All´interno di un deposito sono stati trovati 18.720 tra zainetti e giocattoli che, illecitamente, riproducevano personaggi di una nota serie televisiva per bambini. Al momento dell´arrivo dei finanzieri due cittadini cinesi erano intenti a scaricare la merce. Inoltre sono state trovate e sottoposte a sequestro 306 paia di scarpe contraffatte della nota marca ´Hogan´, in un furgone di proprietà di un cittadino italiano. Il giro funziona così: broker italiani, creano il contatto tra gli “imprenditori” nostrani e i produttori di “falso d’autore” cinesi, che si occupano anche della spedizione all’interno di containers fatti entrare via mare e poi smistati in 4 o 5 punti della Regione. E’ dai punti di smistamnento che poi partono i carichi destinati alle rivendite, spesso proprio all’interno di negozi autorizzati (qualcuno pure rinomato) che vendono griffe di note marche, prodotte parallelamente dal mercato cinese.  

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