Il riscatto di Ottaviano e la sciabola di bronzo alle Olimpiadi di Gigi Tarantino

OTTAVIANO – Ma chi l’ha detto che la città di San Michele è solo camorra, vecchia o nuova che sia e che sui giornali ci finisce sempre per quel nome e cognome che ancora fa ruimore?

Ottaviano, grazie ad una sciabola d’eccezione, brilla a Pechino e resterà scritta col bronzo nel firmamento dei grandi. All’interno un articolo di Dario Sarnataro su Gigi Tarantino, bronzo a Pechino.

Un sussulto, d’autore, per la Campania alle Olimpiadi. Il bronzo nella sciabola a squadre è firmato da Aldo Montano ma soprattutto da due campani, Luigi Tarantino e Giampiero Pastore. La vittoria di ieri sulla Russia ha fatto esplodere d’entusiasmo Ottaviano e Salerno, terra d’origine rispettivamente del primo e del secondo, e l’intera Campania, che ha finalmente esultato per la prima medaglia a Pechino 2008. «Dedico la vittoria della medaglia di bronzo a Napoli e alla mia Ottaviano», ha detto Gigi Tarantino con gli occhi lucidi di gioia.
«Chiudere al quarto posto sarebbe stata una beffa», ha aggiunto il veterano del gruppo di schermidori italiani, colui che viene definito dagli stessi compagni un vero e proprio “Ct” in campo, data l’esperienza e la capacità di guidare anche gli altri e dominare le proprie emozioni. Del resto per lui è la terza medaglie, sempre a squadre, dopo l’argento di Atene e il bronzo di Atlanta. Tarantino aveva già provato un’emozione importante lo scorso 12 agosto, nonostante il beffardo quinto posto nella sciabola individuale. Grazie ai punti ottenuti in quella occasione, infatti, si è aggiudicato la Coppa del Mondo di specialità con 330 punti, 56 in più del cinese Zhong, neo campione olimpico. Per l’atleta di Ottaviano (ieri in festa) è il secondo trionfo iridato, a distanza di 10 anni dalla Coppa conquistata nel 1998. A quasi 36 anni (li compirà il prossimo 10 novembre) il napoletano non vuole sentire parlare di ritiro: «Mi diverto ancora troppo». Con lui ha esultato anche Dino Meglio, il primo maestro e colui che anche di recente ha allenato Tarantino, che ha sempre amato moltissimo Napoli, anche se talvolta a distanza per motivi lavorativi: «Napoli è meravigliosa – ha detto di recente – ci sono problemi ora, ma tornerà la città più bella del mondo». Pochi chilometri più a Sud ha gonfiato il petto anche Salerno e provincia per la vittoria di Giampiero Pastore, colui che ha sostituito con successo Diego Occhiuzzi, altro atleta campano (di Napoli), che ha ringraziato i compagni per la vittoria. «Questa medaglia – ha detto il salernitano – la dedico a chi mi è stato sempre vicino, a mia moglie, alla mia famiglia, a mio fratello», tutti campani doc come lui. La sua arguzia tattica è stata decisiva, come la sua capacità di essere spietato nel momento decisivo: «Giampiero è stato freddo e bravissimo», ha detto proprio Tarantino, mentre Pastore raccoglieva più in là la gioia della famiglia via telefono. Talento e abnegazione, la Campania esulta e applaude due figli della propria terra, abituata a regalare schermidori all’Italia, da Anselmi e Bozza sino a Cuomo e a Caserta.

di Dario Sarnataro

da la Repubblica www.repubblica.napoli.it