Giro di vite della Polizia di Stato e Carabinieri nell’hinterland vesuviano. Arresti per prostituzione e riduzione in stato di schiavitù a Terzigno. Quasi al termine le indagini per arrestare il complice di Caccavale, ancora ricoverato alla Betania di Ponticelli.
CONTINUANO LE INDAGINI
Vanno avanti le indagini della polizia per rintracciare il complice di Carlo Caccavale, che ha compiuto una rapina in un distributore di benzina lungo la statale 628 nel comune di San Giuseppe Vesuviano (Napoli). Caccavale è stato ferito da un agente della questura di Napoli che si trovava nell´area di servizio e che nel tentativo di fermare i due rapinatori ha esploso un colpo di pistola. Il ferito, sorvegliato speciale, era stato bloccato solo domenica scorsa, senza patente alla guida di una auto. Ma era stato poi rimesso in libertà. L´uomo è ricoverato ancora all´ospedale ´Villa Betania´ del quartiere Ponticelli dove è piantonato.
SFRUTTAMENTO DELLA PROSTITUZIONE 
La costringevano a prostituirsi e le sottraevano la metà dei guadagni. A Tezigno, un pregiudicato cinese di 31 anni e una cinese di 28 anni sfruttavano il lavoro sporco di una minorenne. L’uomo, residente a Prato, è stato arrestato dai carabinieri per sfruttamento della prostituzione minorile e riduzione in schiavitù e la donna, affittuaria dell’appartamento dove veniva fatta prostituire la minore, è stata denunciata in stato di libertà per gli stessi reati. La vittima, una romena di quattordici anni, era sottoposta alla peggiore forma di sfruttamento.
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