I killer di Buonocore ripresi dalle telecamere, le indagini tra Ercolano e il Mercato di Portici.

PORTICI – Ci sono le telecamere in piazza San Ciro. Sono installate lì e nei vicoletti che si irradiano dalla piazza della Basilica. È per questo che gli investigatori ne sono sicuri: i killer sono stati ripresi dagli occhi elettronici che sorvegliano la città. I filmati sono già stati acquisiti, e in queste ore di intensa attività d’indagine al commissariato di via Salute gli 007 stanno cercando di ricostruire – fotogramma per fotogramma – i minuti che hanno preceduto l’omicidio. Le perquisizioni – anche con l’ausilio degli elicotteri – le attività d’indagine in strada, il contatto con la gente e l’attenzione per ogni più piccolo particolare rappresentano la ”routine”. E in questo caso la routine si è affiancata proprio allo studio delle registrazioni delle telecamere che hanno gli occhi puntati su piazza San Ciro. Qualche elemento utile alle indagini potrebbe venire proprio da questi fotogrammi, anche se i killer, stando alla ricostruzione fatta dagli 007 subito dopo l’agguato, avrebbero sparato sì tra la folla, ma indossando caschi integrali in modo da non poter essere riconosciuti. Gli ”elementi oggettivi” raccolti dalla polizia del commissariato di Portici-Ercolano (diretto da Giovanni Mandato, con l’ausilio del sostituto commissario Vincenzo Senatore) tuttavia, starebbero già permettendo a investigatori e inquirenti di restringere il campo delle ricerche. Le ipotesi vagliate, le strade percorse per arrivare alla risoluzione dell’omicidio di Giovanni Buonocore, ammazzato nel bar Italia poco dopo le 20 dell’altra sera, sono ancora tutte da scoprire: nessuna pista viene esclusa. Tuttavia, gli 007 stanno concentrando la propria attenzione sul Mercato di Portici e su alcune zone di Ercolano.
Nel Mercato, dove Buonocore non aveva molti amici, dove vivono molte persone legate ai Vollaro e dove il 41enne non godeva di una buona fama. E a Ercolano, dove Buonocore aveva numerose conoscenze, dove Buonocore lavorava – come netturbino per la municipalizzata del Comune – dove Buonocore passava gran parte del tempo libero all’interno di una sala Bingo. Era un ”giocatore”, Giovanni Buonocore. Spesso, molto spesso, era al Bingo. O, in mancanza, si recava al bar Italia, dove da poco erano state installate slot machine e dove c’era la possibilità di tentare la sorte con ”puntate” e scommesse. E non era una persona facile, soprattutto. «Non si faceva passare la mosca per il naso» dice chi lo conosceva. Forse, chi lo sa, anche proprio in virtù di una parentela acquisita con Emanuele Bini, ras di Ercolano che ”bazzicava” anche a Portici e che fu freddato nel settembre del 2003 nei pressi del forno gestito dai suoi figli. Il forno di via Università.
Insomma, una pista ”univoca” da seguire, per il momento, non c’è, nonostante da quasi 48 ore la polizia non faccia altro che lavorare. Tuttavia, ci sono buone probabilità che questo omicidio non sia destinato a restare irrisolto ancora a lungo.
 
C’è una strada antica che collega Portici a Ercolano. Una strada antica, un tempo al centro del Grand Tour vesuviano. Una strada che nasce a piazza San Ciro, e che prosegue verso Resina. Una strada che si estende all’ombra del Vesuvio, e che negli anni bui delle guerre di camorra è stata imbevuta del sangue di chi era legato alle famiglie di malavita. Una strada, ancora, che ha visto nascere e crescere piccoli boss emergenti, che ha visto incontri e assistito alla stipulazione di alleanze di morte. Che ha visto le geografie criminali mutare, che ha visto assassini sparare e vittime cadere sotto il piombo dei clan. È via Università. La strada della Reggia, la strada dell’antico sfarzo, la strada della storia di questa terra. È via Università, che una volta varcato l’arco del palazzo reale si ”trasforma” in corso Resina. Altra città, altre dinamiche, altri clan. Altri interessi.
Eppure stavolta potrebbe non essere così. C’è un filo sottile – e non è rappresentato da una strada – a collegare Portici con Ercolano. Un filo sottile, un filo al quale potrebbe essere appesa la chiave per risolvere il mistero sull’omicidio di Giovanni Buonocore, il 41enne ammazzato all’interno del bar Italia a piazza San Ciro, la piazza della Basilica di Portici.
Gli interessi della vittima si muovevano proprio lungo via Università, la strada che Buonocore ”utilizzava” per spostarsi da casa sua – a Portici – al suo luogo di lavoro. Era un dipendente della municipalizzata che a Ercolano gestisce la raccolta rifiuti, Buonocore. E la città degli Scavi, Buonocore, la conosceva benissimo. La città e i suoi abitanti: secondo gli schedari delle forze dell’ordine, il 41enne negli ultimi tempi frequentava numerosi personaggi vicini al clan Birra di Ercolano. Proprio come il suocero, Emanuele Bini, ucciso proprio in via Università nel settembre del 2003. Forse, dissero gli investigatori all’epoca, per una sorta di ”doppio gioco” che l’uomo aveva portato avanti, frequentando sia gli ambienti del clan Birra di Ercolano che quelli dei Vollaro di Portici.
Portici ed Ercolano. Due città profondamente diverse ma, in questo caso, molto, troppo vicine. Perchè se è vero che una delle piste battute dagli inquirenti si dirige verso Ercolano, è vero pure che ci sono due elementi che tengono gli investigatori inchiodati alla città di Portici. Al Mercato, in particolare.
Il primo: Giovanni Buonocore è appena stato ammazzato. Il corpo è ancora all’interno della sala scommesse. E i familiari sono già in piazza San Ciro: «Me lo avete ucciso, me lo avete ammazzato» urla una donna senza smettere di guardare verso il Mercato che sorge alle spalle della Basilica.
Il secondo: sono le 22,30 della sera dell’omicidio. Il magistrato è appena giunto nel bar di piazza San Ciro. Nel momento in cui il corpo viene ispezionato e poi rinchiuso in un sacco per essere trasportato all’obitorio, partono i fuochi d’artificio, come se si dovesse festeggiare qualcosa. Un santo, un matrimonio, talvolta accade anche per una nascita. O per una morte. Basta osservare, basta ascoltare. I fuochi d’artificio li hanno sparati nel Mercato.
 

Prima dell’agguato mortale un altro uomo del clan inseguito da alcuni personaggi provenienti da Resina: nel centro storico della città della Reggia si sparano i fuochi d’artificio per “festeggiare” la morte del genero del ras defunto Emanuele Bini.

 

Il giorno dopo l’agguato il Mercato è caotico come al solito. Un po’ meno, forse, solo perchè qualcuno è già in vacanza. I volti della gente ”solita”, però, quelli è difficile che cambino. Sono qui da anni, sono gli ”anziani di Portici”, sono le persone che conoscono tutto di tutti e che si confidano piccoli segreti tra loro. Fidanzamenti, tradimenti, quello che sia. Accade anche il giorno dopo un omicidio. Accade che ”la strada” ipotizzi, racconti, accade che la strada sappia qualcosa di vero in un mare di chiacchiere e congetture. È per questo che gli 007 ascoltano anche la strada. È per questo che uno degli elementi, forse quello che in questo momento più sta in piedi, l’elemento che può indicare agli investigatori la pista giusta da seguire, viene proprio dalla strada.
L’ipotesi è semplice: secondo qualcuno negli ultimi tempi Giovanni Buonocore aveva avvicinato più di un commerciante per cercare di ”convincerlo” ad acquistare il pane del proprio forno. Questi ”colloqui” avrebbero indotto qualcuno – anche se questa al momento evenienza sembra essere oltremodo esagerata – addirittura ad abbassare la saracinesca.
Questa intromissione nella tranquillità del Mercato – ”monopolizzato” dalla malavita organizzata locale – potrebbe, questa è l’interpretazione degli 007, aver indotto proprio alcuni personaggi di Portici a dare una lezione al 41enne.
Ipotesi. Ipotesi e voci, per il momento. Che si aggiungono ad un’altra ipotesi ugualmente interessante ma che resta, è ovvio, completamente da verificare. Sono quattro i componenti della famiglia di Buonocore – con legami diretti o per ”acquisizione” – uccisi dagli anni ’90 a oggi. Emanuele Bini ne è uno. Poi, andando a ritroso nel tempo, ci sono i fratelli Esposito. E poi Buonocore. È davvero un caso che in una sola famiglia ci siano quattro morti ammazzati dalla camorra? O c’è da cercare anche in questa direzione?
 
Due giorni prima dell’agguato qualcosa è accaduto. Qualcosa che adesso gli 007 stanno mettendo in relazione con l’omicidio di Giovanni Buonocore. Un altro personaggio vicino alla malavita locale è stato aspettato, inseguito, minacciato da persone armate di pistola. Si è messo in salvo. È riuscito a rinchiudersi in casa e da allora non si fa più vedere in giro, nè a Portici nè a Ercolano. Soprattutto a Ercolano, perchè ancora una volta il ”commando” sarebbe partito dalla città degli Scavi per ”apparare” uno sgarro subito da qualcuno che frequenta Ercolano ma che abita a Portici. Il giallo resta. Ma questo episodio in qualche modo rafforzerebbe la pista ercolanese battuta sin da subito dagli 007 al lavoro per risolvere il caso.

 

Fonte Il Roma:

Nadia Labriola

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