Salta una condotta idrica della Gori. 200 mila abitanti senza acqua. Ed è corsa in strada riempire le taniche

POMIGLIANO D’ARCO – Come nel primo dopoguerra. Grandi e piccini, maschi, le nonne e i bambini, fuori le strade con grosse taniche da riempire d’acqua. A causa di una rottura improvvisa alla condotta regionale numero 1150 (tra Pomigliano e Acerra) sono senz’acqua da da ieri pomeriggio quasi 200.000 abitanti dei comuni di Castello di Cisterna, Cercola, Massa di Somma, Pollena Trocchia, Pomigliano, San Sebastiano al Vesuvio,  Sant’Anastasia, Volla, tutti tra il Vesuviano e il Nolano.

I tecnici della Gori, la società che gestisce la fornitura idrica della zona, e della Regione Campania sono al lavoro, ma fino a ieri in tarda serata non è stato ancora possibile stabilire i tempi di ripristino della fornitura.  Dai tecnici l’entità del danno viene ritenuta «abbastanza seria».  “L’acqua – dicono a denti stretti dalla Gori – potrebbe tornare non prima di domani”. L’assurdo – e di questi disservizi sulle condotte gestite dalla Gori se ne susseguono specie negli ultimi tempi – è che per l’ennesima volta nessuno è stato avvertito. Stamattina, in centinaia di case vesuviane i rubinetti erano a secco. La Gori, intanto, ha disposto l’installazione  di fontane pubbliche su tutto il territorio interessato dall’emergenza, anche se sono stati i gruppi di Protezione Civile a rifornire d’acqua le famiglie vesuviane. Nel giro di neanche 20 giorni è già la seconda volta che un danneggiamento all’impianto fa restare alcune città a secco.

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