SAN SEBASTIANO AL VESUVIO – L’utlimo saluto a Valeria, la ballerina trovata morta a Maiori, dove aveva partecipato ad uno stage di danza. in chiesa c’era tutta la città. Nel Santuario di San Sebastiano Martire, al centro della città dove abitava e dove da ragazzina inseguiva il sogno di diventare una ballerina professionista, c’erano tutte le sue amiche.
E gli amici e i colleghi di mamma e papà Antonio, dipendente modello del comune di San Sebastiano al Vesuvio. I funerali di Valeria Napoletano, la ballerina 25enne di San Sebastiano al Vesuvio trovata morta in una stanza d’Albergo a Maiori (dove partecipava ad uno stage di danza a Palazzo Mezzacapo) si sono svolti così. In una chiesa gremita di gente, dove c’erano tutti gli amministratori comunali (si sta decidendo se dedicare un giorno di lutto cittadino), le allieve della scuola di danza di Mariarosaria Andreotto. La salma è stata poi trasportata in corteo al cimitero di Ponticelli, essendo la sua famiglia originaria della zona orientale di Napoli. I risultati dell’esame autoptico disposto dagli inquirenti (e già eseguito) saranno resi noti tra 15 giorni, ma ad un primo esame pare che Valeria non avesse problemi e fosse morte di arresto cardiaco. In costiera, a Maiori ci era arrivata per uno stage di danza, come tanti ai quali partecipava da tempo. Il tempo di partecipare allo stage, poi sarebbe tornata a casaDanza, mare e sole avevano accompagnato la bella Valeria e le colleghe in questi giorni lontane da casa. Poi, l’altra notte, la tragedia. Dopo la cena – una cena, dicono le testimonianze, dove tutto era andato per il meglio anche se la giovane soffriva, secondo gli 007 e secondo le amiche, di un latente disturbo alimentare – Valeria si era rintanata in camera sua per riposare. Attorno alle 6,45 del mattino successivo, una delle amiche aveva bussato alla porta senza ricevere alcuna risposta. Il sospetto, la scoperta, la telefonata al 118: nulla di quello che hanno fatto le ragazze è servito a rianimare e a salvare la ballerina di San Sebastiano al Vesuvio. E in città già si parla di titolarle un premio, magari proprio del suo sogno: la danza.
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