Giovani under 40, primarie da annullare a Torre Annunziata e votazioni per i direttivi spostate tutte a setembre. Inizia l’era di Gino Nicolais alla guida di un partito (il Pd) che in Campania e specialmente nella provincia di Napoli è ancora dilaniato da troppe correnti.
Alla fila dei collaboratori giovani il ministro, ‘o professore, l’ex assessore regionale e il primo in quella giunta (nominato da Bassolino) ad iniziare la “guerra” al Governatore, ci è abituato. E anche nella nuova sede di via San Tommaso d’Aquino Gino Nicolais ci entra accompagnato dal suo staff. Primo obiettivo: annullare le primarie a Torre del Greco e rinviare le elezioni per i direttivi di 80 sezioni che dovevano tenersi entro il 13 luglio. Si voterà per i direttivi, non prima si settembre. L’altro obiettivo di Nicolais è formare una squadra (possibilmente subito) di under 40. Alcuni nomi sono già circolati in queste ore: Leonardo Impegno, Emilio Di Marzio, Francesco Dinacci, Giovanni Palladino, Ciro Salzano, Roberto De Masi, con il possibile coinvolgimento dell’area-Bassolino attraverso Emilio Montemarano, Antonio Marciano o Diego Belliazzi. E giurano i bene in formati “non si tratterà dell’ennesimo contentino dato ai perdenti, anzi”. Tra i primi a incontrarlo ci sono i parlamentari Salvatore Piccolo e Bruno Cesario, insieme ai consiglieri regionali Pasquale Sommese e Antonio Amato. Quelli che materialmente (diciamoci la verità) ne hanno favorito la vittoria su Andrea Cozzolino, pupillo del Governatore e attuale assessore regionale all’industria. Bisognerà attendere le nomine dello staff di Nicolais, che attingerà al mondo dell’università, ma soprattutto a quei giovani che nelle varie realtà locali si sono distinti. Il problema dei giovani di Nicolais è che si tratta di molti “figli di”. Nessun pregiudizio – le voci che si auspicano un cambiamento vero – ma giovani non significa sol oavere tra i 30 e i 40 anni. Assieme alle date di nascita, fatta eccezione per i cognomi, gli aspiranti per la nuova classe dirigente del Pd, dovrebbero presentare un proprio curriculum personale. E anche qui, non sarà un pregiudizio non essere laureati”.
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“IO TRADITORE? VOGLIO SOLO PIU’ AUTONOMIA DAI PALAZZI”
L’INTERVISTA INTEGRALE A PASQUALE SOMMESE di CORRADO CASTIGLIONE de IL MATTINO
«Mercenario» o, peggio, «traditore»? Lui nega e rispedisce al mittente le accuse: «Forse qualcuno non vuole capire che il Pd non può essere l’anticamera della gestione in Regione, in Provincia e al Comune». Parla Pasquale Sommese, consigliere regionale ex Dl di fede demitiana, ora legato all’ex ministro Giuseppe Fioroni: è sua – in condominio con il collega Antonio Amato, il parlamentare Bruno Cesario e il presidente del Consiglio comunale Leonardo Impegno – l’iniziativa che ha portato al decisivo spostamento di circa 80 voti dei delegati dalla vecchia componente di Campania Democratica all’area a sostegno dell’ex ministro Luigi Nicolais. Con il risultato di determinare la sconfitta dell’assessore regionale Andrea Cozzolino. Ondivago e traditore: è l’accusa che le rivolgono. Come risponde? «Niente di più falso, già in occasione dell’altra assemblea provinciale mossi delle forti critiche alla radicalizzazione dello scontro. Nicolais recepì il mio invito al superamento delle divisioni e fece un passo indietro, a benficio della candidatura di Emma Giammattei». Però poi lei votò per Angela Cortese, candidata di Campania Democratica? «Sì, mi adeguai, rispettoso del mandato elettorale delle primarie, al quale avevano concorso migliaia e migliaia di partecipanti con grande entusiasmo». Stavolta invece ha cambiato idea. Perché? «È cambiato completamente lo scenario. Di mezzo c’è stata la sconfitta alle Politiche, abbiamo perduto alle amministrative: avremmo dovuto giungere al congresso in una maniera molto più matura e responsabile. E invece si sono riprodotte, anche se in misura diversa, le stesse lacerazioni di allora». Sì, ma perché ha cambiato idea? «Avevamo chiesto un candidato unitario che fosse di superamento rispetto ai due nomi in campo. Avevamo pensato al costituzionalista e consigliere regionale Pietro Ciarlo, che avrebbe potuto unire tutti. Poi ci hanno detto che non andava bene». Chi? «A Nicolais andava bene». Allora? «Abbiamo fatto una dolorosa scelta tra il consolidamento di un’idea di partito considerato anticamera della gestione in Regione, in Provincia e al Comune, e quella di un partito autonomo, determinato alla svolta e a concorrere ad una nuova visione di governance». E ha fatto votare per Nicolais? «Ho dato delle indicazioni, poi i delegati sono liberi e non siamo dei capibastone». C’è chi avanza sospetti su questo ribaltone? «Cosa dicono?». Forse non ha ricevuto quello che si aspettava in cambio di un eventuale appoggio a Cozzolino? «Non capisco». Aveva chiesto un assessorato o la presidenza in un’azienda partecipata? «È una menzogna: ho sempre rinunciato alle convenienze. Non ho mai pensato a cose di questo tipo. Fin dal primo giorno della consiliatura. Sono interessato a lavorare per il Consiglio e per il partito».
di Corrado Castiglione Il Mattino
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