E’ tutto più caro, tanto da non destare troppo clamore nemmeno l’ennesimo aumento delle bollette di luce e gas che arriveranno per metà luglio. Le vendite al dettaglio del commercio fisso sono diminuite ad aprile del 2,3% rispetto allo stesso mese del 2007.Lo comunica l’Istat, spiegando che la variazione tendenziale negativa è la risultante di flessioni dello 0,8 per cento delle vendite di prodotti alimentari e del 3,4 per cento di quelle di prodotti non alimentari.
A fronte di un netto calo delle vendite dei piccoli esercizi, prosegue l’Istat, la grande distribuzione registra un risultato positivo: nel mese di aprile ha realizzato, rispetto allo stesso periodo dell’anno prima, un incremento delle vendite pari allo 0,3%, mentre gli esercizi operanti su piccole superfici hanno registrato una flessione del 4,1%. Nella grande distribuzione vanno meglio i supermercati (+0,3%) e i grandi magazzini (+0,2%). Gli ipermercati segnano invece una crescita più contenuta, pari allo 0,1%, mentre rimangono fermi gli hard discount. Sono però solo le imprese con almeno 20 addetti a crescere (+1,3%), mentre risultano in flessione tutte le altre: imprese da 10 a 19 addetti -1,7%, da sei a nove -3,5%, da tre a cinque -3,2% e fino a due addetti -5,6%. Su base territoriale il calo annuo delle vendite è particolarmente marcato nel Sud e nelle Isole (-4%), seguito dal Centro (-3,4%). Più contenuta la flessione nel Nord-Ovest (-0,9%) e nel Nord-Est (-1,3%). Tra i prodotti non alimentari le flessioni di vendita più marcate rispetto ad aprile 2007 riguardano il comparto calzature, articoli in cuoio e da viaggio (-6,4%) e quello di abbigliamento e pellicceria (-5%). Seguono giochi, giocattoli, sport e campeggio (-4,9%), generi casalinghi (-4,2%), utensileria per la casa e ferramenta (-3,4%) e cartoleria, libri, giornali e riviste (-3,4%).
Sono invece i prodotti farmaceutici a registrare la flessione più contenuta con -1,1%. Il numero medio di giorni di apertura di aprile 2008 è stato pari a 25,1, in aumento di 1,4 giorni rispetto allo stesso mese del 2007. Gli esercizi della grande distribuzione sono rimasti aperti in media 25,8 giorni e le imprese operanti su piccole superfici 24,7. in Campania continua l’aumento dei prodotti ortofrutticoli, delle carni e del pane, che nonostante i divieti continua ad essere venduto in strada senza le buste. Altro fenomeno tutto campano, soprattutto dell’hinterland napoletano è il lavoro minorile. Specie d’estate i ragazzini che lasciano la scuola fanno i garzoni nei bar e le ragazzine le commesse ai negozi. Lavorano quasi dieci ore al giorno e se va bene percepiscono 60 euro a settimana. Ma nessuno dice niente.
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