Munnezza tour. A pochi giorni dalla data (presunta) per la partenza della raccolta differenziata, Pollena Trocchia è invasa dai rifiuti. Dall’Ospedale Apicella alle scuole, passando per le piazze (anche quelle incompiute) della cittadina

Servizio e foto di Roberta Migliaccio

Ecco il munnezza tour. A pochi giorni dalla partenza (annunciata) della differenziata, ecco come sta Pollena Trocchia.

Il 1° luglio partirà davvero la raccolta differenziata a Pollena Trocchia? Francesco Pinto, il sindaco, in più di un’occasione ha messo l’accento sul fatto che questo doveva essere un problema da risolvere nei primi 100 giorni: i bidoncini, la campagna di sensibilizzazione, i volantini. Ma nulla è ancora stato fatto. Pollena versa in condizioni disastrose e il puzzo è insopportabile. La calce che da qualche giorno è stata posta sui sacchetti, a questo punto, sembra avvisarci che bisognerà aspettare ancora molto. Ovviamente speriamo tutti di no, perché vivere in questo modo ci ha stancati e le parole di convinzione del nostro sindaco avevano aperto a tutti un barlume di speranza. In alcuni luoghi, in realtà la spazzatura è stata rimossa ma non c’è stata ulteriore pulizia delle strade: un esempio è la rotatoria a via Pontevalente da cui si può imboccare la superstrada: fino a qualche giorno fa alcuni container raccoglievano i rifiuti. Il metodo non era certo quello sperato, ma quella che poteva essere una degna soluzione momentanea si è rivelata essere ben altro. Disgustosa: la spazzatura traboccava e a terra c’era sempre qualche sacchetto. Si potrebbe dire quindi anche antigienica. Ma non sembra lontano anni luce da noi il concetto di “igiene”?  Insomma non valse neppure la formula: “c’è ma non si vede”. Ora i container non ci sono più e le cose non vanno certamente meglio.

Nel rione Micillo possono verificarsi strani inconvenienti: ad esempio sotto l’annuncio del “grazie di cuore” del nostro sindaco, un ennesimo cumulo di immondizia. 

E non è migliore la situazione nelle zone vicine allo stesso Municipio.

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Lungo il “monnezza tour”di mezz’ora non è stato raro imbattersi in coloro che trasportavano i propri sacchetti con le auto e sempre in movimento li lanciavano dal finestrino.

La civiltà davvero non si insegna.