Brigata internazionale: la musica di Daniele Sepe contaminata dai suoni di mezzo mondo. “Aspettando la rivoluzione”

“In attesa della grande rivoluzione la Brigada Internazionale porta in giro la meravigliosa musica della gente più povera della terra. E lo fa in allegria. Per dispetto”. Parole di Daniele Sepe, cantore, cantante, cantautore, musicista e rivoluzionario di una Napoli che guarda al futuro con note del passato, tra folk, blues, jazz, musiche dal mondo.

Nasce prima di Manu Chao e attraversa centinaia di progetti: l’ultimo, la Brigada Internazionale, di cui è il direttore d’orchestra che con la sua bacchetta (magica) spalanca l’ascoltatore verso i 5 continenti, è un ensemble formato da diciassette elementi provenienti da Bosnia, Argentina, Svezia, Cuba, Romania, Brasile, Senegal, Algeria e Italia. La Brigada nasce come risposta alla “diffusione verticale dell’intolleranza” e “alle ronde cittadine”. Il repertorio, è una ricca miscela di brani inediti e tradizionali, tra il ballo e le danze più sfrenate. Il 27 giugno sarà pubblicato dalla Edel il loro lavoro “Nostra patria è il mondo intero”, che prende ispirazione da un vecchio detto anarchico. Dodici brani per essere appunto anarchici, ballando e integrandosi.

Luigi Ferraro

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