I nostri consigli sui film in sala e le anticipazioni su quelli che usciranno. E per i nostalgici e i palati fini: Déjà vu.

Visti, rivisti e ancora da vedere. Consigli sui film appena usciti in sala, anticipazioni su quelli che a breve usciranno e amarcord dei titoli che hanno fatto la storia del cinema italiano e non solo.

In sala, “Sex and the city” Di Michael Patrick King. Con Sarah Jessica Parker, Kim Catrall, Cynthia Nixon, Chris Noth. Dal 30 maggio è nelle sale “Sex and the city”, prodotto finale di una lunga serie, sei ad esser precisi. Non si tratta di una semplice commedia, questa non è un’ “americanata” sdolcinata, piena di lustrini e con l’happy end. Anzi, l’happy end a dir la verità c’è, ma questo film è tutta un’altra storia e un’altra musica. Chi infatti non riconoscerebbe la sigla del film?

Le avventure e le disavventure di Carrie, Samantha, Miranda e Charlotte erano attesissime da donne e uomini, che avevano seguito con entusiasmo la serie. Bisognerà capire quindi come andrà a finire tra l’ormai quarantenne Carrie interpretata da Sarah Jessica Parker e Mr. Big, con risate sane e a volte maliziose. Le quattro amiche indossano fantastici vestiti delle migliori marche che non potrete non invidiare e sono portatrici di buoni valori anche se spesso parlano di sesso in modo schietto. E’ facile identificarsi o forse è solo bello sognare per un paio d’ore. Finalmente in una commedia leggera, si mostra un’altra donna: una donna emancipata e affermata che non è preda dell’amore, che non è vittima dell’uomo, che prende in mano la propria vita e che fa del proprio corpo ciò che vuole, consapevolmente. 

In uscita In un piccolo paese del 1969 vivono cinque adolescenti curiosi di conoscere l’amore e il sesso in un clima di pregiudizi e bugie. In questo stesso paese vive una donna bellissima, si chiama Uranya (Maria Grazia Cucinotta) e i ragazzi la desiderano. Così decidono di risparmiare qualche soldo per perdere con lei la verginità. Diretto e sceneggiato da Costas Kapakas, il film è girato interamente in Grecia. “Una delicata commedia sull’adolescenza, i sogni e la forza dell’immaginazione” che profuma d’antico.

“Savage Grace” è tratto dall’omonimo romanzo di Natalie Robins e Steven ML Aronson che racconta la vera storia di Barbara Daly, una donna affascinante proveniente da una classe sociale bassa e che sposa il magnate Baekeland. Ella si sente inadeguata e la nascita del loro unico figlio non fa altro che debilitarla. In un periodo che va dal 1946 al 1972, assisteremo alla tragica caduta di una nobile famiglia.

“Corazones de mujer” è un film drammatico di due registi esordienti, Davide Sordella e Pablo Benedetti. Il modello è senza dubbio neorealista: attori non professionisti, film girato in strada, o meglio da Torino fino in Marocco. Con un sottofondo di musica che sposa i suoni arabi antichi con quelli moderni, si affrontano temi come l’omosessualità, la verginità, il matrimonio e come questi vengono vissuti nei paesi arabi. Shakira, il miglior sarto della città, deve fare un vestito da sposa per Zina che però non è più pura, così per recuperare se stessa, a bordo di una vecchia Alfa Romeo Spider, ritorna nel suo paese di origine. Un film di speranza. 

 

Déjà vu: “Il sorpasso” Di Dino Risi. Con Vittorio Gassman, Jean-Louis Trintignant, Catherine Spaak. E’ da poco scomparso un grande regista ed esponente di spicco del nostro cinema: Dino Risi. Uno dei suoi capolavori è senza dubbio “Il sorpasso” del 1962. E’ Ferragosto, Bruno (Vittorio Gassman), a bordo della sua Lancia Aurelia, vaga per le vie di Roma in cerca di un telefono, quando si imbatte in Roberto (Jean-Louis Trintignant), un giovane rimasto in città per preparare gli esami. Per una serie di circostanze, i due si ritrovano a viaggiare insieme per il Lazio. Il film è infatti il primo road movie italiano e rientrerebbe nel genere della commedia all’italiana se non fosse per il suo finale tragico. Dicevamo della Lancia Aurelia, vera protagonista della pellicola: sul mercato dal 1956, rappresentò dapprima eleganza e raffinatezza, poi aggressiva e si affermò come simbolo del boom economico. Bruno è come la sua auto: è un tipo sportivo, ama la vita e l’alta velocità. “Il sorpasso” non fu subito compreso dal pubblico, tanto che, come raccontava lo stesso Risi, alla prima erano presenti solo cinquanta persone. Solo negli anni ’80 il film ricevette la meritata attenzione e il giorno del quarantesimo anno dalla sua uscita, gli fu conferito il Leone d’Oro.

A cura di Roberta Migliaccio