Per il 2009 saranno soppresse le Province. La prima ad essere “assorbita”, quella di Napoli

La Provincia di Napoli potrebbe essere soppressa a partire dalla scadenza dell’attuale consiliatura, ovvero dalla primavera del 2009. Questo avverrà se troverà spazio nella prossima legge finanziaria una norma ad hoc che sancisce la cancellazione di tutte le Province della nove aree metropolitane italiane, vale a dire, oltre a Napoli, anche Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Roma e Bari. La notizia è stata anticipata ieri pomeriggio dall’agenzia Ansa. Che ha anche rivelato che, al momento della soppressione, lo Stato e le Regioni provvederebbero poi a trasferire le competenze soppresse ai Comuni. Che la misura sia allo studio del Governo è confermato dal sottosegretario all’Economia Nicola Cosentino. 

«Sulla possibile soppressione di alcune Province — ha osservato — è aperto un dibattito. Ci sono scuole di pensiero diverse, anche perché vanno approfonditi i profili di costituzionalità dell’eventuale norma. In questo momento, insomma, nessuna decisione è stata assunta. Si discute con l’obiettivo di ridurre i costi della politica. Nello stesso dibattito rientra l’ipotesi di abolire le Comunità montane. Quest’ultima, peraltro, è un po’ più concreta».

«È certamente importante — ha ammesso — affrontare con serietà la riorganizzazione del sistema delle autonomie locali e, dunque, il destino delle aree metropolitane. Ma come sarà attuata questa manovra? A chi toccherebbero le deleghe sovraordinate ai Comuni? È un problema difficile da risolvere se non si vuole alterare l’equilibrio che la Costituzione ha dato al sistema delle autonomie locali ».

Il presidente Di Palma, che peraltro sta terminando il primo mandato e, dunque, nel caso di mancata soppressione dell’ente, potrebbe essere ricandidato, ha, infine lanciato una proposta. «Si apra subito — ha affermato — un confronto sereno e costruttivo con l’Upi per giungere a un progetto serio e condiviso se si vuole affrontare concretamente il problema dell’assetto istituzionale del nostro Paese».